Toledo Casa Aurelio
Pedro de Toledo con fondi raccolti dal popolo, ma poiché la somma non fu sufficiente a pagare gli artisti, il viceré contribuì alla spesa.
Maddaloni, Toledo sfocia nella piazzetta VII Settembre, data che vuol ricordare il giorno in cui Garibaldi, da un balcone dell'edifìcio alla nostra destra, proclamò l'unione del Regno delle Due Sicilie a quello d'Italia.
Giacomo Leopardi che abitando in via Santa Teresa al Museo soleva fare qualche passeggiata per Toledo, nonché il duca di Sandonato che fu il primo sindaco di Napoli ad avere idee chiare sulla futura urbanistica della città. Toledo si dipartono invece via Forno Vecchio e l'altra intitolata a Pasquale Scura, che conducono entrambe alla Pignasecca. Piazza Trieste e Trento per dirigerci, questa volta, lungo quella strada tanto cara al cuore dei napoletani che, toponomasticamente designata come via Roma, resta solo e sempre Toledo. Aurelio Fierro, vincitore di ben 5 Festival della Canzone Napoletana, con i suoi figli, Fabrizio e Flavio, ha inaugurato, ormai da qualche anno a questa parte e con grande successo, la stagione delle cene-spettacolo, riproponendo tutte le sue canzoni più famose da Scapricciatiello a Lazzarella, da Guaglione a Vurria e A pizza, senza tralasciare i più celebri motivi del grande patrimonio musicale napoletano.Gli anfitrioni sono Aurelio e Fabrizio Fierro, famoso cantante napoletano il primo, figlio d'arte con vocazione manageriale il secondo.
Di Giacomo a Scarfoglio, da Ferdinando Russo a Roberto Bracco, dal maestro De Leva al maestro Mario Costa, dal ministro Crispi al principe ereditario di Casa Savoia, a Gabriele D'Annunzio che vi conobbe la graziosa francesina Pierrette Butterfly, presentatagli da Edoardo Scarfoglio. Chiesa, nel cortile, vi è la Cappella del Crocefisso, che appartenne al barone Giacomo Seripando di Casapuzzano e poi nel 1638 ai duchi Capece Minutolo di San Valentino. Toledo, che era allora la strada più importante della capitale, pullulava di caffé, tra i quali ci sembra doveroso ricordare il Caffé sotto a Buono, così chiamato perché era sito nel Palazzo Buono, nel quale si riunivano i liberali di Napoli.Placido de Sangro, che donò al Museo della Floridiana la preziosa raccolta di porcellane e un nipote del cardinale Sisto Riario Sforza, il duca Nicola, nei cui saloni si ammiravano gli splendidi arazzi di Casa Doria con la raffigurazione delle Quattro Stagioni.
Pedro de Toledo, che la trasformò in palazzo e quindi al figlio Garcia, che la abbellì con un magnifico parco. Appena costruito, nel 1647, poiché il proprietario, il nobile Mattia Casanatte, era Reggente della Città in questo critico momento storico, fu saccheggiato e quasi distrutto dai rivoluzionari di Masaniello. Anche Marco Aurelio ricorda come fossero disgustosi gli elogi che gli scrittori del tempo tributavano alle esibizioni canore di Nerone. Carlo, che aveva sposato la duchessa di Bovino donna Vittoria Guevara, fece della sua residenza un centro mondano nel quale fu di casa Giacomo Casanova, e contemporaneamente anche un centro di cultura in quanto spesso vi ospitava letterati dell'epoca tra i quali è doveroso menzionare almeno Pietro Napoli Signorelli. Toledo la zona a monte, dove prima non esisteva che qualche monastero, si popolò molto rapidamente, tanto più che il governo vicereale vi fece costruire delle caserme, o piuttosto degli edifici adibiti ad alloggio dei militari spagnoli, che venivano chiamati « quartieri », nome che ancora comprende in un'unica denominazione questo insieme di vicoli. Bivona, appartenuto alla famiglia Alvarez de Toledo. Vi furono delle dimostrazioni a Toledo, da piazza della Carità fin qui e furono erette barricate dal popolo deciso a perdere la vita piuttosto che a cedere. Galleria Umberto I, di cui abbiamo già parlato, per tornare sulla nostra Toledo. Toledo è un punto di riferimento, di arrivo e di partenza, nella storia della cucina tipica di Napoli.Toledo a Napoli è così popolare che è diventata un punto di riferimento per orientarsi tra i vicoli del Quartiere Spagnolo e la mitica via Toledo.
Toledo da oltre 50 anni significa l'antica cucina tipica napoletana.Donna Emilia si fece conoscere e apprezzare nel mondo con i sapori semplici e genuini della vera cucina napoletana, gustati sulla suggestiva terrazza adagiata sul mare di Santa Lucia, di fronte al Castello dell'Ovo oppure nella bella sala con le decorazioni liberty in cui ancora si avverte l'atmosfera di una casa degli inizi del secolo.
Toledo dove, poco più avanti di via Tommaso Caravita, troviamo il quadrivio detto di Maddaloni, così chiamato dal predicato della nobile famiglia proprietaria dell'omonimo palazzo che occupa tutta la strada sul lato destro. Toledo era frequentatissima anche per le botteghe ben fornite e perché vi si effettuava la « rituale » passeggiata della nobiltà napoletana che risiedeva nei palazzi prospicienti o in piazza della Carità, o al Gesù Nuovo, o in piazza Dante o nella vecchia Spaccanapoli. Freddo a Chiaja in quanto i giardini che partivano dal Palazzo di Garcxa de Toledo in Largo Ferrandina, davano una piacevole frescura a coloro che passavano di qui.Sciuscelle (o Porta delle Carrube) eretta nel 1625 al tempo del vicerè Antonio Alvarez de Toledo Duca D'Alba, cui deve il suo nome, viene a trovarsi tra la storica e bellissima via Costantinopoli (la via degli antiquari) ed il conservatorio musicale nel centro culturale della città e tra i suoi frequentatori vanta nomi illustri, basti pensare al Re Ferdinando di Borbone a Benedetto Croce a Francesco Crispi e Antonio Cardarelli.