Gt- dano (k) Ifiorico, fu poCcia obbligato a chiederc pace, per ficurczza
,.
Je fatlche proprie de t faldati gregarj nelle Armate di ^ureliano e
di Probo.
Diocleziano dall' Oriente, e l'vbiììmiano dal Po-
nenre, per abboccarfi infieme, e trattar de i ripicghi per gli biÃo-
gni dell' Imperio.
Macius
Padre, tolto fu di vita, chi dice col vdeno, e chi colla fpada. Armata a i lor danni; ed cÃTendoh cglino arriCchiati ad affrontarfi
can lui, conobbero a loro.
Ii facdTe llécider
, 10 fcrive Zonara (d), (d) Zonar.
Mtdiø- gran credlto, cioè Lucio CalpllnÃo Pifom Frugi (a), per ammazzarlo-.
Olfervavafi in lui un natural buono, dolce, ed (e) Lllf1ant
eguale, e un amore perpetuo della giufiizia.
Abbia-
mo da Capitolino (c) una Lettern da lui fcrirra.
Caro I1llperadore avea gla prefa
la rifoluzione di paOÃ r in Oliente contra de' Perfiani. Armata, ehe
già fervà fotto fuo Padre, aveva egli fart''' copioCa leva di foldati non
meno in Italia, che nell' Affrica.
Cnieft" per fare Ie fue divnzioni , ma che loro
fo(fe. Con tal' occafione fi può dire, che cominciò la perCecuzion
di Giuliano contra de' Crilliani, perchè tutti i Corrigiani profdrami la
Legge fanta di Crill", furono da lui cacciati fuori del Palazzo.
Per profirtar poi della ,"inoria, Giuliano, for- Oratian. Ie-
co a praozo de gli uomini doni, e parricolarmenre Ulpiano, dieendo-,
che più gli faceal10 prò i ragionamrnti lara eruditi, che -Ie 'lJÃ'l;antle. Zofimu N On fo ben dire, fe ne1 precedente, 0 nel prefeme anno i Goti
I. Sccoli ha ragliato af-
fano Ie gambe, certo ora efIèndo, che quello Pontefice fu cfenre da
quel rearo. I foldati con obbbgo di
militarc in favor del doname, con rìfcrvariene i Principl il dire-rto do-
minio.
The
do Degno è quì di memoria il gloriofo zelo delle Dame Romane (a) I
r esus Hiftor.
Bella occafion fu quefia pel crudde MaÃT"cllzlo di fpogliar del fuo
meglio l' Affrica runa.
Aleffimdro meHD inGemc un porente efercito
s'invlò alia.
Da Odenato fuo Mariro, che gi-Ã dicemmo uccifo,
non riceveva Ie leggi, ma a lui )e dJva. Ipevalmenrc de j groffiffimi e
ferocll1ìmi Orfi, erano (hvenuri fperracoh d' ogni giorno, prdèrire 10
ftdfo Galerio, che nè rideva, nè voleva menerlì a tavola, fenza aver
prima pafciUti gli occhi coli' ornbil mNte d' alcuno. Maghi Egizziani, ha fofpettato taluno, en' egli foff"e di quella
fieffa Nazione.
Augufto, comra chi non prendeva Moglie, elTendovi pene per que-
for.
Più fone cominciarono cffi aHora a gridare cd
a muovere I' armi, come minacciandolo.
Lattanzio ci fa quì un lagrimevol rirratto di
quelle inumane efazioni, per Ie quali violemememe fi roglievano alIa
genre tutti i fnmi delle lor terre, fenza lafciarle di che vivere.
Perchè i poveri non poteano pagare, col
rrndto che foffe liota la lora impotcnza, una gran quantità ù' effi nc
tèce anncgarc.
Conllantino, che in ciò fi fot-
tomife aHa volomà di Galeno. Per quello fu pub-
blicata neU' Anno fegueme da dfo Imperadore una rigoroúffirna Leg-
ge (d) contra fimili I rnpoHori, riguardandoli come rei di lefa Maellà . Confolato, giacchè la Prefettura era ftata a lUi appoggiata nel
Set
embre dell' Anno precedente. Niun d' eili lùlle prime osò di venir-
gli a frome; tutti fi ritirarono ne' baCchi e nelle paludi, con fare di-
poi it meglia che potcano la gucrra can inGdic.
C'gh colloro come i PIà pcrnicioiì nemici dd Pubblieo. FabbricÃ¥ eÃmdio molte cafe bdlitl1me, e Ie donò a quegli
Amici fuoi, che erano in concerto di maggi')r probirà . PaGani, e che Balbino con
alrra Armata paITerebbe al Danubio, per far frome a i Barbari, con
1a(cia
e il giovane Gordiano al governo di Roma. Si porrebbe dubira(e, fe Eu(ebio in que110 fita la fa-
ceife PIÃ da Oratore () Poeta, 'Ãhe da Storico. Armat3 dl Zenobia m fettama mila combntenu fouo 11 co-
Zofimul mando di Zabda.
GIUlia-
no a CoUal1tinopoli, davc qualche poco ancora fccc h fi aurJ.
A mmiano, ancorchè G en-
tile, il condannò per quefia fua prepotenza. Ipronato il cavallo, cercò di faIvarú pclluo Ponte di bar-
c
e, ma il trovò sì carico per la folla de' fugitivi, ch' efTo Ponte ti (h) EfiJeh. MODESTO, e PROBO,
L E conghictture (
el Cardinal Noris (h) feguitate da' fu
eguenti t
) Nøris E-
Scrittori , fono, che qUtfii Confoli ponatTero i nomi dl 'Iibel"io piJlcl.
Monete batture, correndo Ia
arta Tribunizia Pode1la di FIlippo. PUnto gli Atcniclì a valerfi di quelto faerilego indulto.
Aureliaoo udire intorno a CIÃ il parere dell' Armata; e la n-
fpofla generale fu, che avendo que' Barbari efibite condizioni onore-
voli, beÃle era it finir qudla guerra.
Imperiale, e un Tempio ad Ercole, creduro og-
gidì 1" Bafilica di San Lorenzo.
Ie infegnoe Imperia
i, fug
1" con irperanza; di falvarfi in rfpagna.
Ie facre Scritture, de furono tonO bruciate, e
dato il laccheggio a tutti gli arredi e va(Ã facri. Torino, trova-
rono Ie porte, chc non fi vollero aprir da gli
bitanti per lora, a
piè delle quali perciò rimafero efiinti. Man-
dò il1llanzi ordine, che Ii ritirafTero nelle Cmà e nc' Luoghi i viveri e
i foraggi, affinchè la fame foOe 1a prima a far guerra a i nemici. Febbraio, e in lui concorfero i vori e plaufì d' 0-
gnuno. Capitani di Cofiantino nc fccHcro rolamenre cr-
tanra delle meglio corre-date e più forti.
An- rus Novus
no, if) cui reflò abbreviata la Vita a quefli due Imperadori, è fenza lnfcription.
Fece anche fcriverne un' altra daIl' Armata di tenor poco diverfa (d).
Ceionio ÃaJlò
ði perdonare a quei, che refiavano in vita.
Bon era più ficura
Ia fua vitd, (e aVt'ffc voluto retrocedere.
Aurore fi vale de-
" flrameme per dar 1ume all' Hloria.
Torno a dire, che è fpeziofo il
racconto; ma che chiunque I' efamina, ne fcorge toÃlo la finzione; e
tanto più, che gu
rra non fu aHora co i Perfìani, nè gli antic hi fan
parola di qucÃlo fano, e I' avrcbbono ben faputo e dovuto dire, fe
foffe avVenuto.
Pubblico, CodJisfaceva coll" imporre nuove gravez-
zc.
Cri-
Ca' Socrate, fiiano, e poCeta per atteUato di Socrate (a), e di Ammiano (b), cavatafi
ibidem. Cofianrino fenza mettcrfi ad aÃTedial la, comandò immante-
nenre, che fi arraceafTe iI fuoco aIle pone, e fi deLfe la feaIata aile
mura. Certo non mancò ctra g'ammai di dar de' buoni avverti-
Tom. Tcmpli, portici, ed altri edifizj, e rcc-
Car ndL' Egitto ddle paluJi, per potcrvi feminare, a
rcndo canal;,
che fcaricalfcro l' acquc,.
J due Augulh, dice che dopo aver dìì 2bbanurJ I Templi
FirmlCus d, dc' Genrili neli' Anno 341.
Streno di Gibil-
terra, di ritornarCene lana c Calva nella Germama.
Andiarno ora a vcdcre, chi folTe COllli, che coll'
cnorrne dditto dclIa mone data al buon AlelTandro Augutlo, fi aprì
la llrada al Trono Cdåreo.
Feliciano; ma PIà è ficuro il Cognome di Peligniano. Figliuolo Imperadore, pafsò
nella ilanza, e trucidò il mifero Eunuco. Dio,
eriameme pensò a qual Dio
doveffe egh ncon'ere per alUto.
Cottanzo un acuro
fprone per volar colà , ed imprenderne l' aÃredio.
Si attaccò la zuffa verfo la fera, e durò parte delJa noue colla
tatale fconfitta e fimge grandc de' MaÃT'enziani, e colla morte dello
fte(fo lor Generale Pompeiano.
IUCC
l era attag Ie e vttrone In que e pdrtl, 1 puo argomen-
nus llh. Ferro e fuoco contra de' Crifliani
t
us de Mor- frana già dari, e fi doveano fiendere per tuuo l' f mperio (d). Viéfor in E-
liano (b), che Aurelio Vittore (cJ, -cd Eutropio (d), ci rapprefemano pit&71Jt. Ie lor Pafquinate e parole pungenri pare
ero degn,e
di un tratramcnto diverfo.
Licimo e Probo a Maff"enzio fuo Genero, per indurlo
a venire a trovarlo, e trattare d' accordo.
Anno prefenre, benchè tru0vi
qUI imbrogliati non poco i conti di queft o Hlorico (u).
Ire I coa un 100 Icano per allaumarIo, e dar- con CIO ap-
prcnfìone di novid a Cofianzo.
Popolo,
() donati a gli amici, 0 venduri come tchlavi, 0 bandlti.
Ed ammalandoG chi era amaro da Iui , ancorchè dl baÃro
ordine, amorevolmeme andava a vJlìtarlo. Ji lit-una, e polla allora a i confi 1i di Fohgno,
come s' ha da Eufebjo (J). I mperadori;
il che è difficile da ftabilire per varj rnotivi.
Giuliano (per tale la riguardò anche Ammiano (4) )
vi precipitò dcntro (b).
Italia, fe pur non fono fa11ate,
come dirò, queUe Date. Principe di buon in-
tendimenro, e di mi
lior voJontà , non larciò indietro difordine alcu-
no conofciuto, a CUI non rimediatre, valendofi.
Regnanri, feguitaÃè noodimeno ad ef-
fere un Corro ed una cora 1lcÃra. Cen(orjnj, cioè dc' Pifonj, Sacerdote(fa, che per l'inlìgne
fua catbtà fu adorata da i Romani.
Chi prefe a lodarlo vi vente (il ehe fecero Giuliano c Temiilio (c)) (c) Themift.
Am-
miano condanna sì rigorolå riforma da lui farra, con ridurre tanta gente
(k) Liban. E pure non hnì la faccenda, cbe fcor-
rendo per l' Eplro, per r Acarnania, e per la Beozia, recarono anchc
(a) Z'nllr
s a queUe parti de i gran malanni.
Madre
(1) Lampri- il dillornava d
omigl
anti eccdIì ell).
Imperadorc avvezzo aIle vinorie,
fcce calar ben tofto gli orgoglioli fpiriti del Re Perliano, Ie cui Ar-
mare
veano già daro principio aUe fcorrerie nella Mefoporamia, di
modo che fpedi nuovi Ambafciatori a CoHamino, per tranar dl pace.
Romane, fenza che mai ,iufci(f'c a i Romani di cavalcarc ful pae-
fe nemico. Anzi nell' Occidente fielro non fono mancatc Chiefe,
che han rano altrectamo, e Scriuori, che han compilata la Vita di
an Cóflantino il Grande. M
rca-
rura, concedcnJo efenzlOf1i a runi i traRtcanri. Strologhi fu predetto a Cofiantino ruo Padre, chc
quefio Figliuolo morrebbe in feno dell' A vola, cioè di Sam' Elena. Abbiamo poi dal fudclettl) Panegirico (b)
(recitato, per quanto fembra, nell' Anno prefente in Treveri alIa pre-
fcnza di Maffimiano) che in queLti tempi nel cuor ddl' Jmperio fi go-
cleva gran tranquillità , e che copiofillimi erano llati i raccolti. Criito, e da me in più luoghi delle
mie Opere, e fpezialmente ne' Commentarj ful Cerimoniale
della Chiefa Romana. Calli e Ie tegole, s' avvilarono di mertere il fuoco a varie
calc.
Ie cabbale fue ne' paefi di GaIerio Augufto, fe ne promifc
( , L n migIior effetto preffo di Coftantino Jrnperadore Genero fue, e Fi-
ifjd.
Dignità chiunque avea poco buon nome e careÃlia d' onora. Armem3; un aluo nel
pacfe de' Parri, e ritèrbò per sè il terzo, per condurio egli (tetro. Ufo era nato,
Pollio i" aflzi abuto, per attdtato di Zonara (1), che alcuni de' precedenti tm-
Claudil1. V eg
o,fi tutravia moire Leggi,
fltte da Iui, ed inferire nd Codice di Gill l1illiano , che fpirano pru-
denza e giullizia. Italia, e probabilmente ancora den' Affrica, che nel com- C
faribus.
Decio juniore, benchè nè pur ciò fi accordi colla vera Swria. Palazzo, e un deliziofo
ono e gi-trdino, invitandolo cd efonandolo a ripigliar la Porpora Im-
periale.
Gallie, ma
anche nelle Spagne, fino a'tempi di Aureliano Augulto.
Anno fu quefio, in cui Euti,biano Sommo Pontefic
diede
line al fuo viverc, ed ebbe per Succdiore Gaio Papa.
Macriano al comando deWarmi, e al governo
dell'Imperio Romano L Se ne fcusò Macnano con dire d' el1à vecchio.
Gori, che fon chiamati Sciti da (e) Trrhrl-
altri, i quali andati aUa ricca Cinà di CizÃco, la fpogliarono. Gennaio dell' Annn prefeme dovette
fuccedere la di lui Tragcdia.
Di quà venne
che in Roma non furono accettati i Confoli fuddetti per gli tre pri-
rni Mefi. Fonezza
di Carre, e vittoriofo atrivaCfe fino aHa Città di N ifibi, Città della
Mefopotamia, la quale ritornò anch' eCfa fotto I' Aquile Romane. Mamo di
Zenobia, copena d' argento, oro, e pietre preziofe. Pome, accioc-
chè Maffimino refiafTe fra Ie branche de' Germani, e neno (lcfTo tem-
po penfafTe di far proclamare fe fldfo lmperadore. Anno, e più veniìmiJe a me fembra la di lui opinionc.
Non (j perdè tempo in Rom", ad unir quante milizie li potè,.
Rom;me della Bretagna; e i Popo-
Ii, non paanchc fo
giogati in e(f'a, un lommo rifpcno cominctarono
ad nÃfervare verfo i Romani. E marcendo Ie cami, cominciò ad ufcirne gran copia di ver-
mi. Porpora Im-
periale; riconobbe lui per fuo Signore cd J mperadore, cd umilrnenre
dimandò perdono delle eofe paffate. Licinio per 10 fief-
fo m-11e fofTc il primo a rompere la concordia; ed il perchè, ce I' ha
conlervato I' Anonimo Valefiano (d). Sulpicio Severo (d), che l' Augulto Conanzo neI
tempo della zuftà nettc arpcnandone I' eGto neila Chiefa de' Maniri
di lYlurfa. Libanio in lode d
i due Augu(h Cofianzo eO Coilante, dl fred. Patlomari(J Fratelli, Re de gli ^ lamann;, per vendicar Ie fre- 1JIU lib.
Crebbe un dÃ" a tal fegno
r impazienza e il fl1ror deUa plebe GÃtolica,.
AI T a1ì Scifcia, e prefala d' affalto, la defertò.
Ia Soria correvano rifehio di cader nelle mani del Re Sapo-
re.
II che vuol due, che tal 1Jazio tornava in eorno-
do Iolarnenre del Pubblico 1ldro.
CaÃcedonia cominclarono a proceOar chiunque non godea
cap.
Muratori dopo aver defcritto il luogo di
Ammiano Marcellino, che riguarda la fplendidezza de' Papi
di que! Lo fleffo Romal10 Pont
ficato già era dive ufo u"
maeflofo og
etto de'dejìderj ml)nda,ti cgc.
Alelfandro
già erano vicini a prorompcre in una fedizione.
Gius Preto-
rio a i Governatori delle Provincie j volendo ancora, che Ie Lt'ggi,
da e(fo Augufio fatte, veniÃfero confermare con decreto del meddì-
mo Senato.
G AIO' MESSIO QUINTO TRAIANO
confo1i A U GUS Toper la feconda volta,
MASSIMO GRATO. Quanto all' Imperador Colianrino
nOI il troviam tuttavia di foggiorno nell' Ulirico, ciò apparendo dalle
(
) GDthø- rue Legg' (a), date in Sirmio, e Sabaria. Capitale, nè è crediblle, che in un trö1ttato
riportafT'e cotali vanr;tggi. Co1lanzo ammaliato da gli
Ariiuli, in breve gual
ò tuno" e più che m
i cominuarono Ie divi-
fioni e gli fconcerti.
Lampridio, Scrittore più antieo, e che avea bene
lludiato Ie prceedenri Storie, atrcfia, ch' egli era amaro da effi, eo-
(b) Lampri- me lor Fratello e lor Padre.
Ufiziale, godeva ancor I' alrro
d' elfere un folennillimo bevitore. Akfsandro ncl dnpo pranCo, al10rchè v' era
poca genre, cd egl1 dormiva, il trucidalsero colla Madre. Ie (pie e gli accufatori, che sà baldanzolamenre efercitavano in
addietro l'infame loro methere.
Regnanre, g)' inviò mo1ti Camelli, carichi di preziofi re-
TI
b.
J miei coml avendo egli veramenre pnfo il tÃ-
tolo di Auguno nell' Anno di Crino
07.
PIÃ riguardevo-
tJi
s In Ale- Ie fu l' alrro, che 11 Senato gli fecc fabbncare m Roma, dove f u-
xandro.
Crifto, e può quefto dedurfi anche- da un paff"o d' Eufe-
in Ylsa C
n- bio (d), ficcome oÃ1èrvò il Padre Pagi -(e). Certamente i più convengono in dire, (g) Aurtlius
che per Ie
ccule deUa Matrigna Crirpo innocente perdè la vIta.
LUCIO DOMIZIO A URELIANO AUGUSTO,
'2 Ã ASS 0 per la fcconda volra.
Carino, Guando
li giun(ero gli avvifi drlla mortc di Numeria-
no fuo Fratello, e che DioclczÃlmo in Oriente, Giuliano Palcnu nell' 11-
lirico, erano Hati proclamati Augufii.
Anno
preccdente, non rallentavano punta Ie difpafizioni rer feguitar la
guerra,.
McG, pcr quanta fi deduce con varie conghieuure da gli antichi
(1)) Eufeb. Medaglie (a) e in alcune
Ifcrizioni (6), ma Sabzna in altre. ZoÃìl11 0 , che come Pagano di profemone, etTendo ne-
" mici1Jìmo della memoria de gl'Imperadori Cri1liani, fcritle
" che quell'Imperadorc attaccato ne' fuoi trincieramenti da'
" Goti, fì dafIe alia fuga. Ie loro faccende, allorchè la
mone picchia alia porta. Cominuò
nella carica di Prefeno di Roma Cfibtrio Fabi, 'IJzjano (b); ma perch'
egli dovettc neI Maggio portarfi alia Cone di Cofiame Augutto, di-
morante aHora nell' llltrico, Giunio rertullo, fofienne Ie di lui veci,
finch' egli fu ritornato. Senaro c
de'v;uj Ordini dell'immenlò Po polo Romano, coIl' accompagnamen-
to ddle fchiere militari, e fra Ie incdfanri accllmazioni delia Plebe e
Hrcpiri d' innumerabili flloni di gioia. Legione a Sarapdmmone, uomini indegni di sì
faue cariche. DiocJeziano, Capitano allora della Guardia a cavallo de' Dometlici,
di CUI parleremo all' Anno feguente.
Con- alle bugle dl Metrodoro, fll Itlrgato a far gllerra a I Pcrfiant.
Emro p io (g) ancfl' e g li nota , cht" di fommo P re g iu- (g) Eutrop. Maflimino, a cui
,non parrebbe mai innocente un tal fatto; altro ripiego non fcppe tro-
vare, che quello di cercare di a(f'odarfi il meglio che poreva ful Tro-
no; giacchè troppo pericolo era il difcenderne. Armata, per modo che non folamente niuna
imprefa poteva egli più tentare, ma reftavano anche Ie Gallie efpoftc
aHa violenza de' Barbari Trafrenani. Ue ml A
navi di dlì, che i fiumi e i lidi erano coperu di fcudi, fpade, e pic-
ciole bnde; grandc il numero de' carriaggi e ddle Donne prefe. Pet
-
(b) pagius VIO (ç), 11 Mezzabarba (d), 11 Tillemont (eo),
d BIanchinI (1), e 11
Critic. IltllnA,-
merteva llgenu a cuna, per amma ar pecuma, e per cuno Irla an- xmdro.
Co(bnzo prefe per Moglie
Y'eodora F'gliafira di Maffimiano, c Galerio Valeria Fïglia di Diode-
ziano.
Emo-
na Città dell' lUna, e la trovò abbandonata da qu
gli abttanti. Da tanti Principi ognun
può immaginare qual confufione dovdTe elfer qudla de' pubblici aff"ri.
Q,yefia Carta trovata da gl' inte-
rdTati, Ii fpronò a rimediare al proprio pericolo colla morte di Gal-
lieno.
Sopra gli altri LattanzIo (ç) defcrive la lafclvia incredi-
(b) ZDþm1l1 bile di Maffimino, e Ie violenze da lui ufate. A LID' I TAL I A, 37
operare nd meftier dell' armi, s' egli nello ftelfo tempo non avelTe fat-
Il A Vol.
Anriocheno, merila ben qualche fede, allorchè dekrive Ie fun-
Chronogr.
I
mente diede dipoi il nome di CeraTe a Defiderio fuo Fratello, di cui Vlél. In queUe pam fi trovava aneora la Moghe dl Coflammo (g) Julian. Contuttociò fi
f
v
1
;n- raceoglie da Eufebio (II),. Ed cgli
poi fc n' andò cl)lIa fUol Arm Ita neila C1I'pad,)cia.
CrC'nica A ldfanJrina ci fa fapere, che
Cotlamino palsò più volte di là dJI Danubio, e che fopra qucl Fiu-
me fece fabbncare un Pome di pietra.
Anno; Anho non so S'lO dlcJ JI funelb 0 pur di glo
riola m
moria aHa Relióione Cnitiana.
Ie mi-
lizie di Cofiantino, ficcome gli era venuto fatto con queUe di Se-
vero e di Galerio.
Giuochi Teatrali e Circenfi, dati da Caro in Roma, rifpofe, che
Caro s' era hen fatto rid ere dietro nell' Imperio fuo.
Anno Trcn-
telìmo del fuo Regno, 0 Imp
rio CeJareo.
Varie Leggi (i) del Codice Teodofiano ci fan vede- Thtod()f. Autorc, non avrebbe per-
" mef1ò; che cadetTe in altra porzione da que1le afTegnate
" a' proprj figliuo1i. Danubio coli' ajuro delle barche, ten ute da eOi
in pronto. Terre Romane, it Re
I oro , per malìtenere i patti, Ii fece tutti mettere a fit di fpada. Zofimo (
) aU' inconrro, (
) ZoÃmus
benchè lontano da quefti tempi e fani, pure con più verifimiglianza lIb.
Storici Criftiam, che parlano a lungo delle 10ra
C4ariblls.
GalIia a1cuni fuoi uomini con ordine dì fare a nome fuo una par-
bta forte intorno alIa lùa dìlà ttenzion nel governo, flame la tùa po-
verrà ! Coftanzo, dopo aver mofirato di gradir 10 ze;o del vecchio
I mperadore, Ii pregò di fermarfi qualche giorno nel luo Palazzo. I FranchI l'opoh della Germania, mna
la pace, aveano faul un'irrulÃon nelle Gallie. Italla, e
il reao dell' Affrica colle lfole fpe,ttanti aIle mede1ìme.
Nè valere l'efempio di Nerva, perchè cgli fino alia mone ri-
tenne il fuo grado.
Principe, e Silvano, ed affi'dìan no quella
Ctttà .
Tribuno di prima riga, v' intervenne, e gli occhi di tutti fia. Sto-
ria di quefii tempi, e crefcono ancora per cagione di M
rmi fimi, c
td) Rt14nd
di Medaglie fdlf
, 0 non aÃfai
ttentamente lette. Prima di morire, ficcome abbiamo da Eufebio Cefarienfe (c),
(eJ JuJIlIn. V olevano que' Pa-
dri, ch' egli allumelTe il nome dl A"toninø, alTai conveniente al fuo buon
naturale j ma egli con bdla grazia fi mo1lrò non ancor degno dl par-
tare un sì venerabil nome. Dio gli avea dato quefio nome, ac-
ciocchè dlveniÃfe R
, e per quefio I' aeclamarono Auaufto. Pallore di profd1ìone, 10 fceglievano
gli altri per loro capo a fine d' opporfi a i ladri. I' ajuto dc' fordi N umi offefi, a riferva d' alcuni,
che non potendo fofferire gI'infuiti fani a i lor Templi, nel difen-
derli fi lalèiarono più tofio fcannar preÃfo gli A Irari. Magnen-
zio, fu l'andare i foidari ed Ufiziali fl10i difenando con pa(fare al fer-
vigio del nemico Imperado1"e.
Pannonia e la Dacia nuova, ciò' apparendo da varie fue Leggi.
Per quanto fi raccoghe dalle Leggl del Codlce
TcodoGano (R), l' AuguLto CoLtanzo per 10 più foggiornò in Milano (a) Gorh
fr. Gennaio, cioè fecondo il Padre Pãgi (c) (c) PIIgiul
el Gènnaio dell', Anno rrefente.
Fifeo, il levar lara i Cervi ed animali, che fervono al col-
tivar la campagna, ameponendo con ciò il bene del pubblico.
Gotofredo (b) ed altri, che han trartato dell' U fizio, dell-'au- p'anciro-. Provincie per frenare i delinquenri , ne pativa la pubblica
quiete, e frequenti erano i lamenti de i Cuddlti. Ja pace a turto l'lmperio Romano, potè egli finalmence ve-
(b) Yopif'''' nir a cogliere g li allori e i P laufi nella dominante Città (b) In q uefio
r*iJ,m. Ie apparen-
, G h ze per cdcbrar ivi i Vicennali del Iuo Auguflale Imperio con PIÃ fo-
ed.
Cotbnuno li
folTe punta alienato dalla già abbracciata Religione di Gesù Crillo. Se dice il vero Eutropio (b), meritavano Ã
lutrop',. Deputati, a' quali fu conceduta la pace, con obbligo
di rendere i prigioni. FigllUolo cominciatre la danza, perche in tal guifa fi prc. Trebellio Pollione (a), mette la dj (a) Trel,el-
lui rivolta kno nell' Anno 161.
A Vo1
, e peftilente di MalTenzio, e di Maffimino; l' uno fignoreggiante in
ANlllo3U.
VALERIO DIOCLEZIANO
Au GUS Toper la ferrima volra)
MARCO Au R ELI 0 V ALE RIO IVl ASS I M I AN 0
AUGUSTO per la fefia,
Ell.
R,-
di tante altre potè cadere in mani cattive, 1111111.
Pollione, non è
pcranche ihbilita la (cde QC' Cuoi N omi, perchè Ie poche Mcdaglie,
chc s' hanno dl lui, lafciano dubbj d' impot1ura. Ida
ÃlII
Padri Arduino, c Pagi ban creduto, ch
Guefia apparrenga piu tollo In Faflts. Re da loro dipenden-
te, Ibndo PIÃ che mai orgogliofi in campagna contra dc' Romani.
Ora anche a qucfio- Licinio fan-
ciullo fu conferita d' accordo de i Padri Augufti h Dignità Cefarea.
LODOVICO ANTONIO
MURATORI
COLLE PREFAZIONI CRITICHE
DI GIUSEPPE CATALAN! V 01 qllefto fe-
C011do TOI110 degli ANNALI d'Ita-
lia del ChiariHÃnlo Lodovico Al1-
tOl1io Muratori, i qllali per ope-
ra 111ia fi riftan1pano.
Lettera) eJli folftro in una Chie(a di CriflÃmi,
e non già net '1empio di tutti gli Dii.
I' innalzlmento e i Luo-
ghl, dove fccero la loro breve comparfa e caddero.
Libanio (c-), elTere fiata guadagnato un Eunuco, fuo (c) LiE-lIn. I'indefeÃIa vigilanza di queito Ufi-
zial Comandante fi facea ammirar da tutti. CoÃrlnfÃ1lo Figlio di Cofianzo, e a Maffinzio Figlio di Maffimiano. Ufiziali della
fua Ar
ata; ufando piani d'oro e gemmati. G trovaf-
fe JTalerïano, uno de' primarj Senatori, che fu poi Imptradore, 0
pure s' egli fu quello, che accolfe in Roma quegli Ambafciarori. Impofiure de gh ArufplCI, ed aim IndovJlll della cre- doþ
heo
dllia Gentilità , acciocchè con yane fperanze- non ingannalrero chi lara (b) ;
lRnd. Storia, convien ripetere, che net
Dicembre del precedeme Anno, mentre cÃTo Giuliano foggiornava in
NallTo Città dell.
Maf1ìrnino, quando fenza nè pur efsere Sena-
tore, uCurpò il'Trono de' Cefari, in età d' anni fefsantadue,.
Perchè umilmeme chicfero pace, loro la diede; e poi dopo aver vi-
b-tate fin verCo BÃfilea Ie Fonezze poUe funa riva del Reno, per Be-
fanzone pafsò a fvcrnare in Vienna del Ddfinato. Imperadore Maffiinino, ficcome non gli era ignoto d' eC- Ell. Mifiteo, gli atfrenaÃfe la
marte, coIl' aver guadagnati i Medici, che l'affiilevano, e fattagli da-
re una medicina contraria al di lui biCogno. Poft Confù-
latum de' Confoli dell' Anno precedente.
Greei, Romani, e ÃJrbari
fteffi, di non ammcttere alla mllizia fe non perfone libere, e di non
dar I' armi giammai a gli fchiavi, per timore, che cofioro dipoi non
Ãnfolemi(fero, e feote(fero il giogo; e tanto più perchè il numero de
gli fchiavi ordinariamente era lterminaro ne gli anrichi tempi prel10
d' ogni N ujone.
Concilio,
continua-
v;mo a fofienere l' empielà d' Ario, Ii mandò jn efilio.
Secondo l' opmio-
ne del Gotofredo, Coftantino riduÃTe per como de i danari prettati il
frutto al dodici fler cen
o, cioè. Grandi, di aver Com- Elt A ,"oIg,
medianti 0 bufFoni inrorno alle lor ta vole per dlvertirfi.
Promclfo dipoi un gro(fo donatlvo, e dl rad-
doppiar loro la provianda, concertò fubito la maniera di opprimere
A Idlà n
ro.
Ie fue veci in quell'Ufizio, finche ritornato dro BafT'o ne
ripigliò l' efercizio. Jettere della pergamena, vi fcritre ciò cbe
ANN 0 354. Marmo a toglie-
re ogni dubbio, che Paolino in qut'fi' Anno folfe Confole e Preterro
(e) Gotho- di Roma. Relando (g) riferirono eOò Millefimo aU' Anno prefeme. F L A V I 0 COSTANZO AUGUSTO ,per l'ottava
Confoli volta,
FLAVIO CLAUDIO GIULIANO CESARE.
MaOimino a tanti combattenti ne aggiunlè de gli altri, e
In.
A I1no prefeme, in Sirmio, e Sabaria della Pannonia; ma Ii può
hen temere, che non tune queUe Date fieno giulte. Se ne ricordi il Lenore, perchè a fuo tempo vedremo il ERA Volg. A m-
bJfciatore,
icendogli, che il di I
, P
drooe tte
affe di veder prello
perrone a lw unto care. Gordjano Re Per6ano, che fenza farfi pregare abbandonò tune Ie Città tolte a
Ill.
IOcontro 1 fuOl Gcnerah con quelJ(' mtllzle, che rac- dofian.
Ie imprefe da lui fane in fcr-
VIglO dell'Imperio Romano ill Oriente.
Gemilcfimo, con ridurlo a poco a poco
all' ultima rovina. I' eccidio al Genero, at
Senato, e a tutto
1 Po polo Romano (c). Romani, pregollo it Figliuolo di ri-
pigliar la Porpora, e gbda ma"dò nella Campania (g), 0 P ur g hela ( g) p lnetrtul. Probo un corro di milizie, a cui moIre" alrre fi A PI N 0 l80. Camillo dipoi nella fpedtzio-
ne di AleÃrandro contro a i Barbari rinunziò, e gli fu permel1ò di ri-
tirarfi in villa, dove lungo tempo viÃre; ma in fine fu fatto uccidere
ðall' I m peradore, perchè era uomo militare, ed amato aÃrai da i folda-
ti. Socrate (h), ch' egli tolro fu dal Mondo, perchè folleci- (h) Solrlll.
Ma cominciò H
rDdlùnUI
a poco a poco a raffreddarfi quell' amore, e giunfe lib.
Lo lleÃfo avvenne di
rlucento Leopardi, di ceoto- LioneÃfe, e di trecento Or6.
Confale per la prima volta in quefi' anno, e difegnato Con-
fcle per la fcconda nel fegueme. Frumentarj, cioè Ifpcnori
cd ECanori, che fi mand,wano per Ie Provincie.
Venurl alh volta dl Langres nelle Gaille, for- in Breviar.
Tervigi, altra (pezic di Goti, uniti co i Taifa1i, afpra.
Ie fõrze, tanto fi adoperò, che mife quella no-
bil contrada fotto it comando de' Romani, cd aiutò poi AurelianQ a
ripigltar I' Oriente nel refio della guerra co i Palmireoi. Governo delle Gallie, per far tefia a tanti Barbari fea- Rltrøn,. Romani, perchè parte dclla
lor cavalleria 0 per forza 0 configliatamente plegò.
Jievi pecca-
ti, che meritavano poco l' affiftcnzJ di Dio per felicirar10 in quefb
(c) Theøph.
Roma, fi praticava per tutta I'ltalia da i fuoi perver" Mini-
firi.
Colarneme la Porpora,
;élor in E- ma anche la vita ad eJfo Valeme. Vetraniene adunque inrelà che
ebbe la mone dell' A ugufio Cofiante, e troVara sì bella occafione,
fi. Probo Generale dell' armi Romane in
Soria, quell' Armata appena udì la morre di Taciro, che a gran voce
chiamò Imperadort! Floriano, ed ac-
eettar Probo per Imperadore (0) 0 La pill eomune opinione de gli Sto- Ãa) vopiJf'IS
rici è, che Floriano foflè uccifo da i fuoi. Ie malartie, 0 per confervare i belli delld terra,
o per altri uiì) che non recavano Ot'cumenro a chicheffia. Manio per tre dì e tre notti fi fecero i Giuochi Teatrali.
Armata fi contavano cenco (eHama mila pedoni, e
dieciotto mila cavalli.
Capitani con altre prodezze liberarono in
hne da que' B
rbari Ie Provincie dell' Imperio. N e fa men-
Zione anche AulunÃo (d) nella defcrizion delle plimarie Cinà . Damafo, e 10 fcifma fu-
fcitato contro il medesimo dalla temerità , cd ambizione
di Ursicino. Y
guno Coftal1tino era tuttavia nell' IIlirko, che abbracciava dlora an- E ItA.
Collantmo dopo aver meÃT'e in miglior ordinanza di banaglia Ie
fue milizie, tuuo fiducia nel Dio de' CriÃliani, fece dar alle trombe,
c innanzi a gli altri fi fcagliò comro a i nemici.
Collega, il quale, rnentr' egli guerreggiava nell' una pane,
aveÃT"e l' occhio alia difefa dell' altra.
Bahlica dc' Cnfiiani, chiamata Aurea, rer ordme fcnza
fallo di Coftanrino. Roma, nOI1 paffaf1è
al
ampidoglio, rtculando di porrarfj a venerar il Giove' fòrdo de' Ro-
mam (eo). Sma- (c) Lampri-
to a rendere conto della fua fpedizione. Trasrenani, di cui parla Nazario (c) all' An-
no feguente. Porpora Imperiale, niun altro male gli fece, nè il
CaCC1? Ie fcene di queÃ
' uomo perfidiofo, ficcomc
vedre
o.
Iddio" che anch' egli foflè
dipoi conJennaro all' efilio da Giuliano, mttochè nulla avelTe operato
contra di lui.
Principe primo-
genito del Rc Sapore, cbc fu poi barba-ramente uccifro. Cirtà Carta dJ 1 PerÃìani, non glà do- ANN 0 159. La ricam-
penfa tu, che Maffimmo aHora il ringraziò, ma poco dipoi il fece am-
mazzare, come autor della nbellione, e traditor dell' arnica.
Zonara (c), era qual fi con-
vel1lva ad un J mperadore, amando egli di fJr del bene a tuni, e di
non ributar grazlc a chlUnquc ne chiedeva.
MiniUro, d' OOI")1"e, ch' era toccato a
lui per Suocero.
V cnne anche forzato il Clew Romano Bar,nius
ad deggere un altro Ponrdice, che fu Ftlice; elfendofi poi difpma- An""l. Senato, ordinò, che fi mettef-
fem in alcul11 Temph Ie Ltarue d' argento d' ÃureJianlJ, ed una d' oro
nel Campidoglio. Eguitò ad eaere Prefetto di Roma Pomponio Jtllluario. Anchialo,
poaa aUe radici del Monte Erno, dove fi ferrnarono molti dì per que'
Bagni caldi, che quivi fi trovavano. Marmi e nelle Monere appellaro Gain MeJlio
uinto 'l'raiano Decio. Non fapendo probabilmente que'Sol-
dati, che Gordiano aveffe data a i Perfiani la mala ventura, 0 pure per
la gola del regalo, il laCciarono paffare fenza molefiia alcuna. Orieme ; e pure, fe dice il vera Trebellio Pollione, il Senato e tut- MtdJlifiarh. Pafsò più oltrc, perchè eominciò
a far borrega dl quefto fuo menrico favore, e per Ie grazie farre dJll'
I mperadore efigeva de' buoni regali da i eorrivi, faccndole credere im-
penate da fe, con ruttochè nè pure ne aveÃ1è detta una parola. LuCIO DOMIZIO AURELIANO
Confoli la terza volta)
TITO N 01"110 MARCELLINO. PopoIo emrò
in queUa Città CoUantino, ricevuto con giubilo da tutri.
Roma da Maf-
fenzìo, e cia Maffimlano, ed altri da Galerio Augufto nell'Oricnte. Uno d' effi fu l7alentiniano, chc
poi divenne Imperadore.
I quah gla
tl
Lfgaziø- dlcemmo refii
uiti mo1to prima.
Ionrananza delle perrone richiedeva del
tempo, debbono a noi parere baftevoli fondamenri per credere- fegui-
ta, non già neU' Anno precedente, ma bensì nel prefente I' efaItazio-
ne di Mat1imino.
Sen1to Romano Lenere cd ordini dl DeelO
(b) pagius di ele
gae un Cenlore, Olìzio da gr'1n tempo diÃmeffo 111 Roma.
Bagni, che pure trovlamo da sì lungo tempo di-
frndlo pet quaÃì tutta l' Europa. Cmà capaci di difeÃ, dl provvederle d' armi
vettovaglie, e d' mtro-
durvi tuno il grano delle campagne, acciocchè OlancaÃè la fuffittcnza
-all' arrivo di MaÃ1imino. Figlio di un Fratello di Coftamino, nè andrà molto, che il
vedrcmo decorato col titolo di Cefare. Figltuola di Mifiteo, uomo
di competence nobilcà , ed aHora Colamenre nota pel Cuo tà pere, per
b fua eIoquenza e prudenza, e non_ per impiego alcuno. Prefetto del Pretorio il fud-
deno Marco Giulio Filippo, il quale poco tardò ad aprirfi la firada al
Trono Imperiale colla più deteflabil ingratirudine, ficcome vedremo
all' Anno feguente.
Certo è, che almen qualche tempo
pnma dell' Anno prt"fente egli ufurpò l'Imperio in quelle pani.
Non è
improb-abile, che verla quelh tempi un tal facto accaddfe.
Mem in
glienc avea predicata la là ntità (;), ifpirato I' amore , e con che frut-
b lta l Conft.
Anche Eufehio (d) nota fNro queit' Anno,
in Chrønic che.
Non veggendo Cnodomario nè
rifpoila, nè Mdfa, volle venir in pcrrona ad abboccarfi aHa tefia del-
la fua Armata can Giuliano.
Papa Dionifio iuccedene Cui principio di quefi'
Anno, Felice nella Sedia di San Pierro (d).
Scnato e Popolo Romano, eoHance per b maggt,)r partc
nell' Idolatria. N icomedia di Bitlnia, Cmå
valla, e piena di Popolo, 'lbbondante in ricchezze e in ogni copia di
beni. Re della Pertia, fe crediamo ad EuCebio (a), in
In rIll".
Zabda, lafciaro in Alelfandria un prdidio dl cinque mila
armati, iè ne rernò in Soria.
Caro coIl' armi in mano, il quale lafciò loro un huon ri-
(a) vøpiJcus cordo del valore; Romano (a), con ucciderne fedici mila, e farne venri
In Carø.
Ii eontavano eento Henta mila eombattenti, avendo egli richia-. Scitia, per-chè abitata net
t1
R,b, Qt- vecchi tempi daUe Nazioni Scitichc. ARC 0 AURELIO VALERIO MASSIMIANO
AUGUSTO per la quarta.
Tracia, pafsò il Ma-
re, e s'lmpadronì della BitinÃ.
Di
(g) zoFmus più non vi volle, perchè gli altri foldati an1mutinatà faceffero una fiera
I.
Tiara, 0 úa la Corona, ful ventre della Madre, che in fottu
partorì un Fanciullo. Imperio j il pcrchè con- ANN" 0 JS-H
tinuò- k ronura, nè' andrJ. MalTenzio gli aIrri andalTero in
ql1alche maniera d' accordo infieme. Cofianzo diverrebbe Impe-
radore, raccomandandofi perciò, cbe non abbandona(fe lei, per ifpo-
fare Euftbia Augufla. I" terza volta,
MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO,
ERA Vo1q.
Ammiano inclinò anch' egli a credere de i pemiciofi difegni in
cap. Gentilità fi perrnetteva al pari di quel delle pubbli.
Campidoglio, e fecondo la Folle fuperHizion de' (g) Eutrop.
Se un Prindpe rale foffe amato da'Sudditi tùoi, non oc-
corre, ch'io 10 ricordi a i Lr'ttori. Vefcovi ricuso dl fottofcrivere gP JI1lqUl dccretl, d ordrne dl Co- iib. FialiuoIo; e ciò fatto pafTarono anch' effi nell' Armata d' Au-
reolo.
Anno fabhricate delle Forrezze nel pacfe de'Sarmati di JÃ dal
Danubio in faccia del1e Citrà di Acinco e Bononia.
Tribunizia Podefià Seconda d1 lui, cioè
Rum-ifm.
Potlumo Ii fece rnorire amendue, aggiu-
gnendo queft' a1tra taccia alla violata fede contra del fuo Sovrano. RomJne, e la tralcuratezza di Gallo e di V oluha- ttcrs cap. Sepo1cro
h egh fielfo s' era
preparato, e che flL pefio alIa porta del Tcmpio. Cni va il Monte E-
mo, con difegno d' a(fediar Filippopoli, Città della Tracia,. PIà luogo nel Foro, vlJlendo egli, che con fem-
l'Iicid Ii ammmilhalfe Ia GlUfbzia.
Flavia Giulitl Elena Auguth fua Moglie, e SoreHa dell' Impe-
(
). Co-
ftantino fuccedette" ancorchè apparreneme al prelenre Anno, fia a me
lecito di trasferirlo "I feguenre, perchè atTai fi è parlato di qucfto. Zofimo (a) attribnifcono la fuga di Coftanrino alla fua al16età di
A. B'J
a
fervi eol tempo, elJendo troppo avvezzi colow"al menier del rubare, tin. Ma i Paneginfii di Cofiantino (f) fembrano dire,
ch' egh in perfona fchierò la propria Armata, ed attaccò la zuffa (g).
Oltre -di che 10 tleÃro Lam-
pridio fcrive, che un tal avvenimento vien da a1cuni riferito a'tempi
di Traiano.
Capital
dell' Imperio, e di liberar qud Popolo dal glogo intoBerabile del vio-
lemo Tiranno Maffenzio. E- gh capito davanu de fliOl Comglam, cd 111 fine (f) colla punta della. Grande fu la di
efa
di Amida, fan a da quella guarnigione; pure dopa. Altro
non gll mancava, per ben governare 1" mperio, che I'
ta e la fpe-
rienza de gli affari; poichè per là bUl)oa volond non la cedt'va ad
alcuno. Di quà poi
venne la vcndita delle Cariche e della GiuUizia, e I' e1ezion de gl' in-
degni Minifiri e Governatori con immenfo danno de' Pop01i.
Cofla1Jzo, cioë di un Fra-
tello del Gran Coitamino.
Ario, eontraria alla Di-
vinità del Signor Gcsù Crifio.
V irrll, manfl1eto, placido, che vivea fenza fallo, che nell' armi era
braviÃìmo.
Si tlefe
anche la lua liberalità agli Oratori delle Provincie.
AND R 0 ImperaJore 9-
Confoli 5
UcIO VI RIO AGRICOLA,
,
ESTO CATIO CLEMENTINO. Rarna in qucfto, e nel feguente- Anno Gaio Ceionio ParD.
Silvefiro, ma in Ni-
comedia da Eufebio Vefcovo di quell a Città battezzaro. ARC ELL IN 0 Papa 2,
di 0 I a C L E Z I A N 0 I nl per adore
di MAS S I M I A N 0 1m peradore
xv. ElJl-
Era Tdlato pien di ve1eno pel' tali avvenimenti l'indegno Ela-
abAlo. AURELIO SEVERO ALESSANDRO
la terza volta,
D ION E CAS S 10 per la feconda. Cma rreÃo 11 Flume Alfa, e col refio
della Inr gente l' lmpegnarono ad una battaglia.
Figliuolo, lafciato dianà in Corte per ollaggio dclla. I' JIlirico, che abbracciava I' Ungheria ed al-
tre Provincie, e dell a Grecia, Macedonia, e Tracia, ed anche della
Bitinia, pofta di là daUo Stretto di Bità nzlo. Faufiina Augufta fua Moglie, la quale re1tava gravida, e partorì di-
poi una fcmmina. Senato, e dimenticara la propria Dignità , corfe ad in- _I 'ib.
Tutti aHora a
gambc, e a lludlarfi di falvar qudlo che poreano. CMpO
dato a 1 cam, ed Implccata 1 effigle fua, per opera del Popolo di SIC-
ca, il qnal
s' era mamenuto fedde a Gallieno.
Gallien() (limite ad
Aureolo ne' coLtuml e tlmldo), e non già ad 1m par JUf).
Dio Elagabalo, creduro auto-
re di quella vittoria; e dopo aver prefi e vagheggiati con piacere i tefo-
ri, che Zenobia non avea avuto tempo di afporrare; marclò con diligen-
za alIa volta di Palmira, Città - fabbricata da Salomone ne'delerri delta
Soria, a fia. Valeriano, per divenire un eccellente Irnperado- C tTII.
RolTo il colore
d' alcuni, candidiffimo quel d' altri. Ihto-
egli ordina di punir feveramente chiunque impiega la Magia contro la dofìan. COI tc; c qui sfogò la fUel collera
centro di Mamm
a, divulgando tutte Ie ingiurie a lui fane, calla Fi-
glmota. Abbiamo delle Leggi date in queft' Anno, in
(f' Ltln
nt.
Germanico, d' a verne corCo ben quattrocento miglia, con uccidere 0101-
ftmm. T
ma in vece della Porpora gli prefentarono- Ie pl1nte delle fpade, e il
tagliarono a pezzi. Cofianzo; ma non lafciò di and arc ad incon- OrAtion. Signoria del
Romano Imperio; e però furono a configlia per efcluderli. Filippo I mper3dore, ma che più anticamcn-
t
porto quetto nome. Aurelio
(g) Au,elius Vittore (g) aggiugne, che portata la nuova dell' uccifo Galljeno a
"V,tlo, ibid. Ehe nell' Anno precedence lWajJimino Cefare prendelfc
Cm.
Soldatefch
il ri-
fpetro dovuro a
Senato, e comandavano bene- fpelTo Ie Armate.
ZøfimNs Verarnente Zofimo (a) ferive, che i foldati erano malcontenti di
jib. MiniLlri della
- ChieÃa di Dio dalle gravezze impofte a i Secolari. Religion CriLliana, ma
tènza mai abbandonare la falfità dell' Ernica, ne avclTe ifpirato del ri-
fpetto ed amore anche al Figliuolo _ Per quello venerava egli CYijio,
ed anche Abramo.
MaJlimo B1filio, già da noi vedutoPrefettodi Roma; ma ne'Fafii
fi foleva notare il 1010 ultimo Cognome.
Qvea dato quefio no-
me 10 onor della Madre, e qUIV1 tl truc1do.
Similmeme Filippo juniDYe porta il titolo di Pontefice 36. PodeÃtà Tribunizia, riporrò AleÃTandro da' Pcrfiani la Yit-
" toria.
GJUgno l1tornato a Treveri, dove è data una fua
Ltgge.
Ie volgdfe contra de' Cauchi, 0 Camavi,
c de' Frifnni, che poÃTedevano il paefe bagnato dalla Schclda, cioè qud
che ora vi en chlamato i Paefi Bat1ì.
Gallie, quatiehè nami tali non convenitTero anche ad altre Na-
zlOni Gel maniehe. Marcello, e toltog1i il com
ndo dell' armi, come a per-
fona inetta per quell' irnpicgo, il mandò a rfpofare a Serdica Parria
fua. Indurla a tradire I' Augufto Manto, con promet- in Brl'tli
r. Tr;-
fo in una Lenera al Senato (
) ne parla con clogio, dicendo, ch'elTa gmt. Ie tavole imbandite, anzi Ie delizie a i confini
dell' Itaha.
Aries, dove era il groffo
delle foldatefche, conCumando nel cammino tutti i viveri, affinchè
mancafTero a Coliantino, caCo ch' egli fi rivolgefTe a queUe parti.
A quella Cmà per-
venne G luhanc
verfo il fine di Giugno, p
rchè gli antichi non tole-
vano metterfi m campagna fe non dopo il Soltbzlo di State. Altre poi erano defiinate per
dare annualmente- al povero Popolo pane 0 pur grano, e carne ed
oho (g) ,
Ca) Eufeb. In
vece di addolcirlo, l' andava incitando continl1ameme a i proceÃì e ai-
le rnorti, non mancando mai pretefti per opprimere anche Ie perf one
più illuUri ed innocenti.
FELIX, ma fenza che fi rappia, quat guerra CIa que-
fia, e ne p
re fe al preiente Anno, 0 al precedeme appartengano que-
fie Medaghe.
I fiorico, ch' egli talvolta commetteva delle ingiuflizie, per
correggere queUe de gli ahri.
Ser'l,,'io Calpurllio, per Ie rivoluzioni ft'cce-
dute aHara.
Luoghi, Tuttavia Sozomeno,è di parere (c), che
nus lib.
La piu veriúmile opi-
nione è, ch' egli fnfTe in ed di circa dodici anni. D Anicio Giuliano ntlla Prefettura di Roma fuccedette ncl dl
7.
L f'-
antichi Scnrwri (h), che dall' alta Digflità r mprriale egli fi vide ri- nib.
Spulavana colt)1'O di Alelfandro,
come di un Principe troppo timorojò, che non lafciava fare alcunol
bclla.
Armata, il braccio dc' Guali alleviafT'e
10ro Ie fatiche.
Cinà ) egli fu più d' una volta riconofciuto, nè più.
I NobIll protcOami Ia Legge dl Crillo; e palso m fine
a mmacclar la mone a chiunque ahbracclalfe quella faIHa Reli 5 ione (b).
Ja pace a i luoi Popoli un bel fegno diede, allor- Clip. Fratello Re di Perfia, avendo daJla fua i Popoli Sacchi, Rulli, e
GdIi. Lauilnzio (e) ialcio fcritto, chi egli vcggendo dilperaw il
raCo, volontariameme s' era renduto a Mat1Ãmlano. Ebbe parimente cura il buon Imperadóre de' prigioni nliln.
Po-
ftumo j non fi puo glà facilmeote creder
, che così prdio egli 1à ri-
voltafTe.
Ie lor
forze, tenrarono un altro combattimento, che non fu per lara più fe-
lice del primo per l' empito de'Mori militami nell' Armata Romana. MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO
CQnfoli Au GUS T 0 p
r I
nona volta,
FLAVIO V ALBRIO COSTANTINO CESARE. Ebbe pril1cirio la formod fua fouo Vale-
riano AugulN; Gal1ieno ne molhò altJlIìma flima; e PIà di lw Chu-
dio. N icomedia col Suocero Diocleziano, quando
ognun credeva, che amendue per tutto il verno trattafTero in fegreti
colloquj de' più imporranti affari di Stato, fi venne a fapere, che la
fola rovina de' Cnlliani fi maneggiava ne' lor gabinetti. Folte'lza d' Arra, ma perduravi in-
darno molt a genre, palsò nella 1Yledia, e nc conquiflò la maggior par-
te.
CoÃbmino data in Aguileja
" 5i debba porre la data od Aquas, 0 pure Aq1Ãs, luogo
" della Me
ia fuperiore; dove forfe Coflamino andav,l a
" bagnar5i; non parendo verisimile, che venifIe sì tpe1To
n.
Anno prefenre, ci fan ve-
dère Dioclcziano dimoranre in quelli tempi nelle Ciuà della Tracia
edell' JIlirico, e maffimameme a Sirmio.
Augufio, dato nel dì primo dl N ovembre, e jndlrizZolto al mede-
Chron.
MARCO GIULIO FILIPPO AVGUSTO per fa
Confoli feconda volta,
MARCO GIULIO FILIPPO CESARE. FaIJrtI- del Fabretti (b), fpename all' Anno feguente Filippo Augufio è chia-
Ius lnfcripl. PIà d' un Augufio, a me non fcmbra -verdirnile la low opinionc. Cilieia e Cappadocìa,
dando il facco a tuno quel paefe.
Imperadore, fu dl favorire i Crifbani, e di dilatare
la loro.
Popoh, che V opifco (b) chiama Marcom,wni, e Dc'fìppo (c) Sro. Senaro Romano Cenfore (a) ,
ligs Pollio
in
rit4- VR' per effere in concetto del più (avia, ed onorato Senatore, che aHora
Jel",lIni. PIÃ tofto godere, che ratrri-
ftarfi della venuta dl Cofiantino, fiame il tenerfi egli come in pugno
di fpogliarlo di geme, di riputazione, e di vita. Roma, per andar a pai1Ã 1"e lecondo r ulo d' allora il mare a Ãifan-
zio.
Augufto, giudicandolo più d' ogni altro me-
Rumiþtl.
Servi, e dalle Donne, che portavano torcie e lampadi aecefe, in GAIJieno. Gallie1lQ, e non fa movdfe
da Roma, per accorrere al foccorfo delle malconcie Provincie. Bu-
oari, rivolre Ie loro fcorrerie verfo I' Alia, arrivarono ad Efefo, e de-
fcrtarono poi tutta la Cappadocia. Bafiarni, Popolo Barbaro abi-
tame verCo Ie bocche dd Danubio, fortè perchè cacciati dol i lor ne-
rnicl, 0 pure per mlglior ar dl paele, chleJendogli abJtazione nelle rer-
re Romane, e promctlenJo fedeltà (C").
Tempio fi demolifTe, per non cfpor-
re al maOlfdto pericolo d'mcendm Ie calè conrigue. Romane, e
da lui fparfi in varj Luoghi e in diver(e Legioni.
ThtfltU-
ói fopra, fi vede, ch' erano dieci Coorti appellate Filippiane.
PÃ"obo, 0 fÃa
Probat(J, con una floua per dar la caccia a i corlÃi. Porpora Imperiale, c poi
tornò a fartà vedere in quell' abito a i convitati.
Goti (c) neU' Anno prefente (fe pur non flt nel precedente) av
ndo
Valefianus.
Ma non fu per qudlo abo-
lita l'inÃÃgne Carica di Prefetto del Pretoria, la quale conunuò ad ef-
fere una ddle prime nella Corte Imperiale.
Sarmazia, partendofi dal paefe, dove già fi ritirarono, fi
accollavano al Damlbio, parendo dil-pofli a pa(farlo coIl' occalione del
ghiaccio.
Podeflà 7'ribunizia,
e il tirolo di Padre della Patria, che non fu mai s1 indcgnamenre
impicgato , che quefta fiara.
Amba(ciatori de' Barbal i, reflan-
do effi ubbriachi, ed egli nò.
E per far conoreeTe, 0 dar
ad intendcre, ch' egli non s' era ollfchiato ndla mone di Gallieno,
mandò ii, di Iui.
Rtcuperò Prcbo, e libcrò dal glOgo
barbarico fdlånra, 0 feuama nobili Cmit delle Gallie.
Imperadore il mede-
limo Vedo, in cui rieonofcevano tutte Ie doti convenevoli per sì ec-
ceHà Dignità .
Ano- tiltS de
nimo (
) Valefiano, Zofimo (f), ed Eurropio (g). Maffimino quefia generofa rifpona, cangioffi tutU la li-
bidine fua in odio e furore. Augullo per orJine di
CoUanzo, anche Giuliano corfe rilèhio di perdere la vira (c). Ant f J1lino, (d) I-ampyi-
opinione, che pare conferm1ta da qll1lche Marmo; ma il PIà fìcuro dl
s t EIII-
fuu Nome è quello di Antonio. De
1a Città , a riferva di queUe dell' agricoltura, in cui v' ha de' giornl, che
h"1I
'1 Cod.
I Cuoi voli ten-
devano all' Imperio, e l' ane, con cui egli- vi arrivò,.
Trionfo de i Senarori Romaoi, il che non era in
ANN 0
7-1-. Calvari nella ratta, con levar )oro I' arrni, benchè dipoi
loro Ie reftiruì, mandandali folamente divifi alle guarmgioni de' fU01
Stad ful Reno, a fu) DamJbio.
Chrl-
pater prevedere i mali avvenire per guardarfene, come fioltameme fi '
n.
Ma diverG dall' efpeltuione riufcirono poCna gli
avvenimenri.
Così è a noi defcritta da Ammiano la prima
campagna di Giuliano, che Cembra nata gloriofa per lui, e pure fcri-
vendo cgli ftefT'o a gli Ateniefi (,) confeffa, che alT'ai male procede-
ronn Ie cofe fue in quefio primo Anno.
Eufebio, ImpBradll1'e, cd AiJguflo, e il ve-
fiirono dl porpnra. Ve1Covo della Città fi portò al campo Perfia-
no, per proceurar la liberazione 0 la falme del fuo Popolo.
Popolo co i Pretoriani; ma nè gh uni ne gli
alrri I'ubbidivano.
E che fia così, ecco Ie
fue parole nel Giornale de'Letterati fiampato in Roma I'an-
no 17-1-5'.
Aurelio Viuore (d), troppo diverfi di genio crano queLli
Tjtl.
ALE S SAN DR 0 Imperadore 4-
Confoli 5 F 0 S copeI' Ia feconda vol ta ,
2 DESTRO. Rc
dovette battere la ritirata, probabilmente perchè Coftanzo avea am-
maÃà ta gran geme per darle foccorfo. S'inoltrò poi l' efercito fuo alia volta di Torino; rna prima di giu-
conft,anlln, gnervi, eeco pofTenti fchiere di nemici a cavallo, tunc arm ate di
cap.
GJa dlcemmo, ch'cgli cacclo dl lua Corte chJUnyue
profdElva la ReliglOne Criltiana. Divinità , e turto ciò,
ebe fi crcdcva aHara, cbe aveÃìe qlulcbe cora di Dio (el).
Icrive, che a CoJlanzo roccò olrre aU' Oriente anche la ibidem. Prctorlo, e a qualunque altro de'con-
fidentl de' MatIìmini.
Egitto, e poi in Gmdia, dove fu condennato e fpogliato del-.
Jibertà del Vefcovo,
configliò I' adirata Signora.
Q (3) Ammia-
Cofianrinopoli, per accudir più da vicino aile piaghe den' Oriente, e "US lib.
GIU-
liano, clopo averlo creato Generale ddla cavalleria. J dato dl piglio aHo fcudo e ano floceo, can tal ferocia due ne per-
colfc, chc glt altri giudicarono meglio di retrocedere. Tuuavia contencndo la
,0llera fua, e configliara da i favj, fece fapere colla fpedizione di LII.
Re della Perfia, per
tornare oftilmeme ad invadere la Mefopotamia.
Valeriano Augullo, e ch' egli re-
Hava PIÃ toHo offcfo delle lor prcghl
re.
L1ebbie, imboccò il Tarnigi't e per eiTo G fpinfe fino aUa
Cird di LonJm.
C0f110dl, per far ben credere al Genero dl non covar pIU pen- Clfp.
Ie brutt
fuperHizioni dell'ldolarria,
" e per
xiij
" e per la propagazione. Bifognò ap-
provarla, perchè non fi porea di meno, avcndo egli dalla fua Ie
fone maggiori dd Romano Imperio.
I'aff'are, e di camune coòtèntimemo
;n v
l,rian.
I crear g mpera on, enza ncever I a c ma-
ni del Senato.
Theo-
per la prepotenza e vlOlenza de' Grandi, che tuttavia Ii retcnevano per døfian. Ilobili e ncche Ciuà , e temevafi anche guerra da' Perfiani.
Giulia-
no; dicendofi di più, ch' erano flare in-tercctte Leucrc comprovanri
tal fano.
Icnni Giuochi, iiccome coÃlumarono i precedemi Augufii, perchè egli
Hudiando il pill.
Thtf1-
mente a cuore g)'1I1terdft dell a ChIef a Cattohea, che nfenurameme dom. Ciò, chc in que1ti tempi operolfino I due Auguili, e Ga-
Jerio Cefare, reita ignoto. Però dfo Gotifredo in vece dl ParIum Iegge In AnnaJih. Cdve nella Pannonia, e mfttere queUe tcrre a col- Ell" Volg.
Confoli; 0 fe furono detd, ne è ignoto il no- E a A VoJg. Secolo precedente al notlro il grande sforzo de gl'ingegni 01100-
ri. I'armi Romà oe, Ii ricevè cos
bravamente, che h feee rmra-
re in frena non fenza morralità di molri d' d1i. CaÃtel-
10, ref1ò in fine prdo, e gli fu recifo il capo comro la volontà . Marco Antonjno, s' invlò a Cartagine, dove fu folen-
nemente ricoflofciuro Imperadore. Pifone; e Valcnte ftetro fu anch' egli da lì a poco uccifo
Ja' fuoi foldati. GAL L I I' N 0 Impcradore 12,
P U Ã L 10 LIe I N lOG ALL I E
0 Au GUS Toper la
Confoli lena voILa,
SATLJRT'I1'oo0. Molri combattimenti, faccheggi di tutto quel pae-
In II leno. I r Z fi G "
d I fc
IR, a 1 dl Ipaua cenro ml a pCflone.
AmmrJno Marcellino fèmbra concorde con lui fll
Gucl10 pumo.
Elagab,1Ão, vol
va ii metterlt can v
gore nell
in Maximi- antlca dllclplma.
Ie Provincie, anche
fuori d'ltalia, eforrando ognuno di prender l'armi in favor dc' Gor-
diani I e contra di Maffimino.
Egli nondirneno pretendcva, ehe i Cuoi
Ãd) Eut
op.
Atto d'in-
credibil moderazione convien ben dire che fofTe que! Coftanrino,
pcrchè a riCerva de' rimproveri fani al perfido Suocero, e aU' avergli
toita.
Gallie, per rallegrare i fuai occhi in mirar sì gran-
di conqui Lte, ma non già .
VelIe Leggi, e que' Fafii, ne' quati in vece di Delmazio, fi legge
ANN 0333.
Idolatria, e di fopra accennammQ Ie rigoroCe fue
Lcggi contro d' elIÃ .
Terza, 0 Quarra di Valeriano, che ci affieuri dell' Anno prefen-
te.
Licinio inviato a foggiornare
in Teff"alonica, dove fi può credere, che godeff"e libenà e buon trat-
tamemo, quivi per ordine di Coftanrino fu tlrangolato.
Religion Crilbana
fopra I' 'lntica fupcrfbzione di Roma Pagana j di Roma, dico, dm'e
tanti infigni Tcmpli (ouo di lui fi cominciarono a dedicare al nero
Dio, liccome puo vederfi ndla Soria Ecc1eGatlÃca.
Confole appellato Dionifio,
(C) Gruterus il che non par da credere.
Così
ad un fuo Segretario, perchè portò al ConÃìgho illommallo tà lfo d' un
Procet1o, egh feee tagliare i nervi delle dlta, acclOcchè più non po-
teÃ1è i"crivere, e relegollo in un' Ifola.
Cuo canto egli non ommetteva diligenza aIeuna per confervar la
buona intelligenza ed armonia con chi fi mofirava dipendeme da lui. II bella fu, che a gli Ambafciarori fuoi, fe non falla A mmiano, diede
in EpifJ. Finquì era nato il giovane Gordiano fotto iJ governo.
Jifegno a Sapore, e de-
tenninarlo a ponarfi all' afTedio della Ctttà d' Amida. Qua
to aW ufo, che fa delle MedagJie, avvcrte iti
" plU luoght doverfi tenere per molto fofpette queUe di al-
" cuni, che per ribeUione dal legiuimo Imperadore, furono
" acclamati AuguHi, e breviffimo tempo fopravvit1ero.
Imanto Giuliano Cefare pafiate I' Alpi prima
che finiffe I' Anno, arrivò a Vienna del Delfinato', ivi accolto con
gran fefta da tutro il Po polo ; ed aHora fu, tè rnerita fcde Ammlano,
che una vecchia cieca di quella Ciuà gridò, etrere venuto, chi ri-
ilabilirebbe un dì i Templi de' falfi Dii.
Può nondimtno Ju-
birarfi, fe in pertòna vi andafie GalJieno. Certamente per a1clini anni nel Cuo rÃtiro fu onorato da que'
Principi, che regnarono do po di Jui, perchè tutti da lui riconofce-
vano la lor fortuna, cd era da effi (ovente conÃultato ne gli affui
fcabrofi. Principi,
gli fcritfero una lcttera minaccievolc, trattandolo come da lor l1emi-
co. Hate criticate da a1cuni, ma io niente vi fcorgo,
che meriti confutazione. Ufciti Matliml
lo e II Figliuolo per placarli, nmafero tagliati
a pezzi, corrcndo II Quano anno dd loro Imperio. Imperadore, forfe nell' An-
no leguemc, 'l'etrico, (ùo parente, Senatore Romano, e Governatore
(a) GÃlt- dell' A qui
ania, Provincia delle GaUie. AJJetto, (d) teneva già in ordme buon efercito, e po- d) Bumel,. MARCO ANTONIO GORDIANO AUGUSTO,
MANIo AclLIO AVIOLA.
Che anche Galerio tentatfe Diocleziano, 10
fCrlve ben Aurelio Vittcre, rna non par credibile.
Senato il dichiarò partecipc
dell'Imperio, cioè gli diede il nome di Cefare, c gli ornamenti Imp
-
riali. Cenfore, con ifplegare la di IUI aurorità ,
ch
era ampldlìma. DID, raccomanda a qucl Re I Fedeli abltantl neJ (g' pagius
di Jui Regno. V akfio, c il Tillemonr, appoggiari al tenO efprdTo de' fud. Ambafciadori a COilantino, ridomandando gli Srati, che una volta
C
fart
us.
Aleffandro, quanto fprezzavano e già odiavano il fol-
Ie Auguflo, altrettanto. Imperadotc; ma convit'o riferirla a11' an no fe- Critic. Fu egli poi deihcato fecondo
I' empietà d' allora per aneLtato d' Eutropio Co). F aceva in fani Ja Pdhlenza gran-
de ftrage non menD neUe -Gallie, che nell' Italia in quefti tempi. Filoftorgio (,), e Zonara ed) fèrivano, ch"egli pen- Orat. Porpora Imperiale, e dopo viilè foli fcue
" giorni. In quell Anno procedette Conlolc; perclocche nOI vedremo aU'
png. Ia morte di lui refio Licinio Augutto padrone di queUe medefime Iml,rlJtor. Una rariffima
ed ammirabil maniera ebbe ancora nell' elczion dc' Prefidemi delle
Pruvincie, e d' altri Magi1trati meno imporcanci. Telto di Capitolino, dove Icrive, che queHi due Gordiani
tennero l'Impeno tm Anno e fti
fcfi.
Dopo qudta vittoria all'lmpnwvilo egli pafsò il Reno t
per rendere la rarìglia a i nemiei dtll' Imperio, & mdurli a rifptttar
maggiormenre da lì innanzi la madlà Romana.
Iddio fdegnaro contro la llirpe di quegli Augut1i, che tanta guerra caþ.
Perfiani, perchè con d1ì
Jilon era feguita pace a1cuna,
,
(b) Ãurel.
Popolo, percnè altri regali gli feee in abiti e- danari (e). Alcuni han creduto quefio DelmazlO Fratello di
Coflantino, IDa di altra Madre.
Ie Guardie del medefimo Giuliano, imimò a tutti la marciJ.
Elagabalo, che "oleva guernjre dl perle inf1no Ie fcarpe.
Cgll can gran tJclllta accordava 11 pcrdono a 1 co
-
(e) Na
ar. Camera, che gua-
dagnati coo danaro i principali, qUt'là il tumu1to. POcll1 Jius Pollio
giorni tèce la figllra d'lmperadore, non in Rnma 0 in lealia, ma nell' 11- in Trig
nta
lirico, e quivi fù uccilo. In Franchi la guerra nelle Gallie contra dell' Augutio Col1anre (f). Goti e 'Luf,lli, Pnpoli abirami di là dal Da- lmptratar. Mnefieo,
e ne fu Farra afpra vendcrra, con legarlo ad un palo, ed efporlo ad
clrere divorato dalle fiere. Se-
condo quefio I itorico Cembra, che non fofTe per anche filccedura la
ribellione d' Achilleo, fe pur l'eccidio delle due fuddette Città non 1ì dcc
prendere per indiÃo della mcde1ìma ribellione. Solamenrc fappiamo, che Probo Im-
peradore era in procinro di far loro guerra. Ribello, cioè lh-
nolo ef), che osò di farfi dichiarar l;nperadore.
Sarmazia (oggidi Polonia) avc(fero guerra folamente ill FnJlis.
Zo-
fimo parla d' un folo Figliuolo di Zenobia, condotto in prigionia colla
Madre.
Pagani (b), chc parlano di quefio fatto, e può dubitarfi della
lor fede. Probo, effendo egli ftato deificato, innalzati Templi
al fuo nome, e fiabiliri ogni anno da farfi j Giuochi Circenfi in 0-
nore di lui. IVJ forpreli e s' im-
paJrol1lrono delle lor barche, con valedène poi ad aÃà hr Ie
Itre 1(0-
le, in guilà che ne ÃJidarono tutti i nemici, con ridurli a falvarfi di
JÃ d
1 FlUme. Romani, con ritirarne i fuoi prefidj, conCegmmdole a i Ciuadini"
fenza ufar faccheggi, 0 far 101'0 altro danno.
Cei anni, ekrcitandoÃì in opere di Cri-
in Ãnnalib. Monete in onore di lui, delle quali akune ancora ne
reltano (a). AleOÃ ndro
fece correr voce, en' ('lfo CeJare
era vicino per malattia a mancar di vita. Ma(fenzio ingiu Ãbmcnte avea 0 cacciati in
efìlio, 0 imprigionari, 0 condennati a divcrfe pene, 0 f pogliati delle
101'0 foiLmze (b). Bifïmzio venne ad eÃlere il confine de i loro Imperj. N è pregiudicavano PUntO i divertimenti fuoi
( ) L P i- al pubblico go-verno (a).
Anno
riduceffe a fine sì grande imprefa, per mancanza di luml non fi può
ora decidcrc.
Gordianù al-
lontanati da Ce tali Miniftri, congiurati COIUro l' onore di lui, c con-
tro il pubblico.
Seco ponò Do-
rniziano un ordine fegreto d' indurre con bella maniera e tuna dolcezza
Gallo a dare una fcorfa in ltalia. Forteua di Fianone fuBe cone deUa Dalmazia, 0 AN JII 0354. Avea tentato, ficcome già oITervammo, anche
il buon Imperadore Alelfandro di rimediare a quefta infamia. Co- ANNO 306-
ftanzo Augufio fuo Padrc, ma eziandio che la di lui fanità ogni dì ) fl
più andava dec1inando. Ha chi dà il Nome di Falerio al primo di quefti Confoli, cioè Eill. Truovafi ancora in un'lfcrizione del Grutero CO Fabio Ti;' Confulilr.
Minervintl
iua prima Moglie, 0 pur concubina
e Madre di Crifpo, fuo Prlmo-
genito, che fu poi Celåre.
PIÃ volte cangÃamellto d1 Miniltri nell' Anno fer.
Colla Ãleflà libertÃ
dlceva anch' egli, dove eÃì mancavano, e ciò non mai con fallo od
afpn;zza. Per mezzo di una medaglia diAlefiandro Severol'anno del-
" la.
Marzo, da ciò con ficurezza raccog1iamo, che
Ja morte di eiTo dovette luccedere alquanti giorni prima.
Tracia, Scitia (cioè la Tartaria mmore), Macedonia, ed
Italia, con dar loro terreni da coltivare.
Ie Provincie della Mefia fuperiore, la
Pannonia, la Macedonia, la nuova Dacia, la Grecia, ed altri adia-
cemi paeli, comprefi anticamente forto elfo nome d' lllirico. Zofimo, il qual ultimo, feee quanto sforza potè per i(minuire 0
demgrar la fama di Cofiantino.
Cjuefto vergognofo 3ggravio; e perchè ri-
cusò di pagare,. PUBLIO LTCINIO VALERIANO AUGUSTO
Confoli b fcconda volta,
PUÃLIO LICINIO GALLIENO AUGUSTo.
Gallic, e per confegucnte la Spagna e Bretagna fi videro rellimire
fotto la fignoria del mcdefimo AuguUo.
Fiume la Cimi; ma effendo alto il piano d' effa, altro
non fccero I' acque, che allagarla d' inrorno.
Mo-
g'i, rer attefiato di Trebdlio Pollione, ebbe egli, amendue a noi
ign lte. Eufebio (a), non lafciò Galet"io tuno i' Oneme in
! Capitano de' Sarmati, che s' era inoltrato con moire foldarefche.
Ie
Città dell' Orieme I' una dopo I' altra a ritirarfi dall' ubbldienza di
QEieto.
Am"colo prefe il titolo ó' Augufio nel medefimo Illiri-
co.
SI forte, che mfine sbaraghata
la nemlca, c fconfitti gli Alamanni dledero aile gambe. N oi vedrcmo Ie di lui mihrari imprefe; e pure
Lattanzio ci afficnra. Nulla dÃo det gralt credito, Ãl cui
1'a tlnche preff()
" di Teodojìo Sant' Ambrogio per to, 110biltà de' jtlOi 11atali,
" per t' emÃtellte Sacro fuo grado, e pi1Ã per ta flraordi-
" 1taria fita virtlì, e pietà . Madho nd Greco il celebre Longino Filofotò, di cui
rcOa un bd Trattato del, Sublime , e la cui mone vt'dremo fra POCI).
Gordiano, con dire, che fiava male
r Impeno e tefercito in mana d' un Giovinetto ineCperto,. Con
queÃta gente, accrdciura da un poÃfente rinforzo di N umidi, turti
fpenitlimi arcieri, s' mviò alia volta di Carragine. AlefTandria, probabilmente neU' Anno preceden- (g) Euftb,
te? San Dionifio Vefcovo celebre
di quella gran Citcà , che fioriva in queili tempi, ficcome ancora fiorì
Origme, ,Scr
ttore di gran nome, rna non eguJlmeme glorio(o nella
Chlefa dl DH. I'irnpenfaro aÃTalro, pane rc-
fiarono trucidate, parte diedero aHe gambe.
FLAVia V ALERTO COSTANZO CESARE
Confoli la q uarta volta,
GAIO GALERIO MASSIMIANO CESARE
la quarra,
per
per
N Ummio 'I'ofto efercitò in quefi' Anno la carica di Prefeuo di Ro-
mol.
Galeno, & mdl da MdÃJlmino,
in vece di fervire a i Romani, Ii fignoreggiò e calpefiò col tempo. Co(bnzo
)a dolorofa novella, che il ribello Giuliano s' eri! Indovini gli furono
predette dlfgrazie
fc s' inoltrava, 0 pure perchè gli diedero appren-
fione Ie fùrze de' Romani, fe n' era tornaro addietro. Marzo ordinò (d), che nel giorno di Domenica ceOÃ¥ÃTero (dH. Bononia, nove miglia lungi da Sirmio, Capitale della Panno-
nia.
Anno, cioè nelP emrar Confole, un Paneginco in lode
di Giuliano, cl)rnponirnemo falvato dalle ingiurie del tempo, e giunro
tino a i di oofiri.
Legni, due mila alrri da carico,
e cemo venti mila pedoni, con circa dleci mila cavalli.
In oIrre buoni regolamenri furono fani
per mantenere I' abbondanza de'viveri in Roma, e perchè pumual-
mente f(,l1ero pague Ie milizie, e promoÃfc Ie perf one meritcvoh, e
gaibgati i malfartori.
Imperio, e da gli adulatori e Panegirifti
fra'" quali fi conta anche Libanio Sofifta.
Abbiam veduto alrri Augulti condouà a mone per sì fane lifte di
Conigiani ddtinati a perire. Ma San Marco Evangehlla avea
fano divenir Nome quefio Prenome, per raccre alrri efempli. Dacia, di cui dicono, che Serdica diveniere la Capitale. Ie perrone militari, Ie quali ancora, ViElo in E-
benche ignoranti, erano da lui promo(T'e a i Magiihati civlli con di- pitom,. Bian-
chini (d), laddove il Padre Pagi (e) riferì la di lui mane aU' Anno pre-
cedente. Giuliano Cefare (d) nell' Oraziane Ãeconda fatta in onore (d) 1I1Ii,w. Paga
a gh onori di v ini, nel paefe, b
r_tl4J Nu-
per quanto fi puo credere, che fu dlpendente dalla dl lui amorità mrjmat. Vindclicla, che abbrac-
ciava all
ra parte della Baviera, della Svevia, e i Grigioni, Aurelia-
no accorlo a quellc parti, rimife il paefe in pace can averne cacciatÃ
j nemiÃ. Provincie d' 0-
ricn
e, COffiltlClanJo daUo Stretto di Bilanzio, e riferboÃÃ anche l' Egit-
to_, ricuperato che Joffe dalle mlni di Achilleo.
Conigiani, che lui di Holto aveano fano divemare ftoltiffimo. AureJiano, il PIÃ accreditato Ufiziale, che Ii no- (m ZOIl. Ie ragioni, che muovono me
a credere fucceduta in queW Anno la di lui a(f'unzione al Trono, a
me par deciliva quella di Erodiano (a) , che a(f'eri(cc accaduta tal no- (
) Herod. Colla promefT'a ancora di un tanto di danaro per cadauna
tefia, che i fuoi porrafT'ero de' nemici, animò ciafcuno a far con ca-
lore la guerra.
Marzo, come s' ha dalla CronicOl AleÃTandrina (g), C' non già di
ibidem.
Filofofi Perfiani, ed era aHora in età di trentanovc anni. PtattJ c Paolino fono i cognomi indubirati di quefii due ConColi. Fu in quell' Anno Prefcrto di Roma 7iturio Rohufi(J, 0 Infmlllon.
I' abito bianco, e dicddi a far varj rcgolamenti, l' uno de' qua.
Per tal cagione dopo 1a dimora di
foli trenta ginrni li pard di colà e tornoffenc a Milano.
Fede, che Dio ha riCerbatc
al giudizio dc' facri fuoi Pafiori.
Altro di più non fap-
piamo della di lui fþcdizione. I' EglzziJ-
no, il Greco, e il Latino, ma non s' arr1f
hia' a a pari are qudt' ulti-
mo.
Cofiui da fua Madre, Donna di Villa, afpriffima nemica EllA Volg.
Sapore Re della Pcrfia (fe crediamo a Libanio (c)) in occafione (c) Liban.
Barbari -con forze fuperiori aUe Cue; ma gli nufcì di difIìparli
con grande loro perdita.
AUf,ufio (io non fo dire in qual Anno) con buon
fercito marciò in pcrlona contra di Pofiumo.
I' armi andarûno ad afTediare il P,l-
lazzo, dove era Giuliano, e con altc grida cominciarono a prodamarlo
lmperadol"e AuguÃo, e cÃ1e volcano vedello.
Thenu- briche, perchè trovandole malfatte Ie disfaceva, ed altre' non poche
IUS Ordt. Filippo, refiiruita la quietc a quelle Pravincie, fe ne
(a) Mediob. La mente di Probo, terrore de' Barbari, avea fatto ca-
lar l' orgoglio a i Sarmati. I mperadori cavati dall' aratro e dalla -
appa, che in qlleni tempi governarono, 0 per dir meg1io divifero e
lacerarono l'Imperio Romano, niijno a mio credere fu più pcmiciofo
e. Zofimo (n, e ú
fbi
t;'fìmm ricava anche da Aurelio Vinore, dall' una parte Cconicava i Popoli c01-
rllp.
J i più giufii e difinrcreCTari Senatori e Giurifeon-
fulti, chc allora tì trovaflero.
Inagl1ificenza crefcete
fple11dore a V oftra Cafa, e ad ope-
rate, che non folalne11te V oi dob-
biate eÃfere onorato per elr'1, l11a
ezial1dio elr'1 per V oi InedeÃÃlTIo.
CO 1 Gou, comperandoia noodlmeno con vcrgo g nolc condizlOni (h) i (h) zo'inUIJ
'Ib. Romani, ie pur coloro non furono dalla
forza d' alui Bubari cacciati dalloro paefe. Uno di gran lunga peggio-
re fe ne fufcitò in cafa loro. E non mi rirenefT
un' Ifcrizione Greca, rapportata dal Reinefio (a),
R A Vo1g.
Parlano an-
cora i Panegirifii del rifiabilimenro della Dacia,. Decennio, e fi faceano i V ori pubblici per la
confcrvazione dell'Imperadore per un altro Decennio. Mifiteo ercde di
tuno il fuo la Repubblica Romana, e fe ne morì, e con lui venne aa-
che a morire la Fortuna dd Genero AuguLlo, perchè rimaCe fenza gui-
èJa ed appoggio. Medi, e da i Figliuo1i d' Arrabano, colà rifugiari, il co-
firinfe con 1'00 poco gufio a battere la ritirara.
Maffimino Irnperador d' Oriente, maltrattate
da lui, fpogliate de i lor beni, e poi relegHe ne'ddèrti ddla Soria.
SilveUro, non lafciändo
di rifpondere a tutre Ie obbiezibni.
II1vidiabil pace I' Oriente, iè ne ritornò In Europa. Verona, dove fi erano unite Ie foldate-
fche di MaÃT'enzio, fpa-rfe prima in varj fiti, per difcndere quclla for
c
Città (b).
Baburio viene appellaro nelle fchede di Ciriaco, ehe riferifee
10 fteWo Marmo.
Ie leggi umanc e divme, e ci danno a Co-
noCcere qual grave perdira fccero in lui il Senato e Popolo Romano,
e tUne le Provinclc del Romano Imperio.
Padroni il danaro pagato in comperarli, 0
pure col rneuerlo neH' erario, fe non crano venduri.
Filofofo, feguace anch' eGo di Plato- (
) p,orPk'Y-
ne. Icvato di
leno, perchè avea de gli altri ordini da dargli. Martiri, bollendo la perfecuzionc fuddetta, è
da vedere iJ P-adre Pagi all' Anno prcfeme.
Acclldiva in quefii tempi Gallo Cefare
al governo dell' Oriente, quando per teftiml'nianza di Zonara (c) Ma- Ãe) Zonì1r.
Donne j e che Ie flef-
Ie DOfMe, fenza eccettuarne I' Imperadrice, doveano ejlère contente di poche. Ora noi fappiamo
(f) z,ftmus da Zofimo (f), che Filippo fcce pace con Sapore Re cella Pedia, cd. Ie Provincie
i due Fratdli Carino, e NumerÃzlIo, td abbiam Leggi pubblieate in
queft' Anno col nome di amendue.
Che cothu del1e delle pcrco1Tc
a que' Corlari, pare ch
1ì ncavi d,t! Cumrade Romane, per po(cla wr 10ro
il bouino, lenza penf
lt'e a retiltUlrlo a chi t
d(wea.
Era già inforto nell' A ffric3 10 fcif ma de'
Donatitii con una dcplorabil divifion di queUe Chide.
I
labbricare in Rama it Tempio del Sole con fingotar magnificenza, ar- EllA VoJ.
Gallienø Au-
gt
flo quegli fu, eh' ebbe l' onore di tal virroria.
Aquikl3, la-
(f) Aur,lills fciando ail' armi di Co fi,mzo Lbera l' entrata in ftalia. LAVIO V ALE RIO COSTANTINO Jumore CE-
SA REpel' la feconda. Che per tune Ie Cinà dell'
Impeno fì teneva buona giuliizia, ú godcva un'invidlabil pace ed ab-
bondanza di viveri. Zofimo , acciocchè il
Lenore comprenda la comradizione di quefio appaffionato Storico. Dravo, e il Savo, piorobò addolTo
alia Cirrà di Sirmio, eapitale del paefe, credendo1ì. Giuliano è quella, che ri-
guarda la fua Religione.
Cofiami-
(c)
t
rus no
con ridurfi egli e i fuoi a Berca. Fran
ia moderna
fiRO al Reno, e a turta la Spagna, con CUI andava conglUnta Mau-
ritania Tangirana, e alle Provincie Romane della Breragna.
I fuol mag- Viflor in
giori al melher de' ladroni, in cui era divenuto sà ricco, che al tempo Efjtom
,
della fl1a rivolta potè mt;rrere in armi due mila de' (uoi proprj Servi.
One me, e Ie arricchì, e gran rifpeuo conlèn'ò fcmpre ver-
fo j VeCcovi, facendoli mangiare aHa fua tavola, e ricevenJo da loro
can umiltà la beneJizione. Cofianrino non conofciu-
to, che l' I mperadore era lontano dalle rue milizic, arrifchic1rono in fi-
ne il combattimenro, in cui sbaragliati ad altro non pen1Ã¥rono, che
a menar ben Ie gambe. Pupulo,
e il reito coodulTc in ifchlavitù con Immenlå hottino. Aleffandro, per quefio rigore di diCciplina, e vedremo in fine, che
fu così. Luglio decretò lecito ad ognuno di laCciar ne' tc-
flamemi que" beni, che voleOèro alia Chiefa Canolica, e che que fie
ultime volomà fortifTero il lùro efreuo. Generali in vcce di condurre a fine l'atTedio di Mi-
ANN 0 t6S. GaHleno, ed eiTendo rrafplrata quefia mena, eghno b aff'ret-
tarono ad eleguirla; e la maniera fu la feguente. VI
O dato a quefio I mperador(', che Qudlo dl Lucio Domizio
AUleliafJo) c a qudto eonvienc anenerfi. Abbiamo da San Girolamo, che terribilmente infierì nel-
la Soria e Cilicia la Cart'fiia colla mortalità d' innumerabili perfone.
C OI favore d' a1cune Ifcrizioni da me rapportate altrove (d) fern-
NO'lJIIs In- brano a me fufficientcmcme provati i nomi di qucfii Confoli.
Blemmii conlinanti all' Egitto erano in guerra co i
Popoli dell' Etiopia.
CtTCÃ in vano la figura del 010 adorato da' Criftiani.
Alrare dl Deelo, Ã ove egh fagnfico, pnma at far quella gior-
nata. Flaviano e Crefto Prefctti, per fuccede-
re loro in qudla carica. Piazze non inferion in bellezza a CJuelle
di Roma, Circhi, Statue, Fontane, Terme, Ponici (umuofi foftenmi
da più file di colonne di marmo.
Pare pcrci
, che Cotlamino, primogenito dell' Augufto Co-
(g)
ulian.
Ie fpefe, ca(fando una prodigioCa
quantità di Cuochi, Barbieri, ed altri Gmili, -ed anche più riguarde-
voli Ufiziali, che mangiavano a tradimento il pane d
1 Principe.
Ie fone fue, quando non più di ventiuè mila perfone, fe non
(c) Z,þ';NS s' inganna Zofi
o (c), egli.
I
loro itima ed aurorità , e crebbe l'iniolenza di chi comandava e ma-
neggiava Ie armi.
I' Imperio Romano Jivifo allora fra queib due In Vila Con-
PrlOcipi parea fimile al dì e alia notre.
Popolo era già djvenuto
qudlo de gli adOrdtOIi della Croce per l' Oriente e per I' OcCidenre.
Bbiamo ancbe da Erodiano (b), cbe I'Imperadore Aldrandro fi (þ) Herod.
Legni, e dal Mar Nero emrarono
nello Ureno di, BilanÃo, dove la corrente rapida dell' acque, che ur- Ãf) ZoJim.
Coikanzo A ugufio fece quell' orrido macello di tanti fuoi
Parenti, e fra gli altri del Padre d' cITo G"lilo. Filollorgio (d)
chr'Yftfl
Ariano parla af1ái bene di Iui.
Vita d' eff"o Coftantino, altro non dice, fc non Ãf)
Nfib.
Franchi, Popol; aUora della Germania, quei furono, che entrati
lit,me. Qudla Legione dipoi fi fegnalò Copra I' altre nella gucrra con-
tro i Perlìani. Figliuoli di Co-
fiantino" fo(re dovuto I' Imperio per Ie ragioni dclla lor nafcita; e che
di quà procedetTe il 10ro efierminio. Ia Cri-
fiiana Religione, diedc fuori aItre Leggi di gran forza contra de' Pro--
feffori del Paganefimo (b), con efonar ognuno, ma fenza forzare aI-
) Idem
cuna,. Cofianzo, che ridullè tuHe qudle barbariche popolazioni a
renderfi. PIÃ non ne coma Ammiano, Marcellino (e), la dove fa menzione (e) Ammia-
di quefii fani.
Ie tefie de gli uomini e de gli anlmali, fopra Ie rerre,
gli alheri, e Ie yiti.
Ja pubhiicnion dl qudto Edino Ii arran ò il fùoco t
h.
Ie puti del
fno Imperio, con vigore fi preparò per qudla imponante fpedlzione.
Euftbiø, potcndofi remcrc il Cognome di Rufio, mutato in Rufino.
IVleú dell' Anno correnre, a ritrovar il Padre Augullo, tuna-
via fogglaraanrc nell' ll1irico.
Città , e l' infi
ne Tempio edificuo in onore
el, fu
detto
artire. Gli Eunuchi, i quali era-
no ilatà in addietro potemit1ìmi in Corte, e venivano chiamati da lui
una terza fþezie del generc umano, turti furono rimoffi dal di lui fervi-
gio, ed appena fi comemò egli, che di alcuni pochi fi ferviÃTe I' Im-
peradrice, ed in ufizj baffi, e con abiro denotante la baÃTezza. Maaimino aRoma dipinte in alcune tavole Ie battaglie
da lui farte in queUe parti, acciocchè anche gl'ignoranti leggdlero
quivi i trofei del fuo valore. Preto-,
riani per timor dclla pena proc1amarono Imperadore un Aittonino, il
quale defiramente fì ritirò, non volendo fervir di giuoco alla lor paz-. Cedene 10 fine LICll'IIO Fa quefia preten-
fione, e fu dipoi conchiuCa la Pace. Ma IddJO non celsò
di flagdlar con nuovi gafi,ghi quefii Principi nemici del Popolo fuo
elena, commciando con una delle più rernbili e lunghe Peililenze, che
(b) Elltrop. Pollumo, che- penCaron
a provvederÃi d' un
mpe
a
or,e, m
UI eoncorrcÃè il valore e il fenno
per difenderfi da
J nemJCI Germal11. Elagabalo, venne aRoma,
accolro con grande allegrezza da Ale(sandro Augullo, da lui lodato al
Senato, e creato Tribuno della Legione Qyarta, eornpofia di glovani
dl nuova leva, acciocchè loro infegnaCse la milizia.
Arrivò Co1lantino all' Augufto
, fuo Padre, e nol trovò già fu gh eLhcmi delJa vita, come fcrivono
Ch) Fuftb.
Non è Agaria uno Scrittnre
(e) DiD in ficuro per tempi sì lomani da 1ui.
BJrbari, 0 pure ribdli, i Popoli Qyinquegentiani, de' quali non
troviamo altrove memoria, con ref tar, Ãolameme Cofpetto, che tal no-
me prendeflero cinque Po po Ii confederati infieme. Critici de g1i ultimi tempi, che
(d) ;'maJ
s fe gli crcda in quello.
Pare certamenre, ch'e
li
avetfe più di fel1am' anni, albrchè fll acc1amato Irnperadore.
Alamanni, avvezzi da gran tempo folameme a vinccre, e a fac-
cheggiare gli altrui paefÃ. Autun, che non voleva ubbldillo, e colla forza in fine la
fonomifc.
Sarm
ti preÃÃ ti daHaguerra, che lor faceano i God, implorato
T41,jÃmus. Alrfove dicemmo, che Flavia
CltJludio Giuliano avea avuto per Padre Giulio Co(tanzo, Frarello del
gran Collantino, e per Fratello Gallo Cefare, da noi veduto uccilò
da Cofianzo Imperadore.
I I fuo naturale era atpro
c violcnro, privo dl civiltà e di umanità ; Ãì.
Febbraio dell' Anno prefente, eft porrò a Sir-
(
) Thm,;- mio a t
ova
I' Imperadore.
Sto a vedere, che fa Repubblica fa sbrigata,(e non verrall pill
Ie tele di Arras. Meno e
li fcco Zena, uC)mo, che egregiamenre inrende-
va il mefiier della guerra, ed era in credÃto d' uomo pi en di manfue-
tudine. A LID' I TAL I A, 341
manni, che tuttavia refiavano nemici.
Armeni, ed I ndiani, che gli porrarono de'
fomuofi rcgali.
E- TeÃaglla, glacche vedea tantl, che ufurpavano I' Impeno, ne volle
pitome.
Scrirrori; ma il Cardinal Noris colla comune de' Fa-
fii ha afficurato qui il Confolato a Maffirniano. Verno; e però nè pure al Giugno e
Luglio non difconvlcne I' efière tuttavia ricchi d' acque i Fiumi.
Secoli, con pcnetrar anche nell' haha dopa I' Anno
Millefimo dell' Era Volgare.
Per varj motivi antepofe Allrcliano all' altra la Ipedizion mi
litare contro a Zenobia. FLAVIO GIULIO COSTANZO AUGUSTO
confoli la terza volta,
FLAVIO GIUL 10 cOSTANTE AUGUSTO
la feconda. Di due fuoi FigJiuoli il primogenito fu Marco Aurelio Carino,
la cui infame vita, troppo diverfa da quella del Padre, Ia vedrerno
fra poco.
Eufebio (b), e lodato anche da Aufonjo, recitò un bne-
Th,odo(.
MeCopotamia, e fi vide obbllgara quëlla Nazione
ad aver per confine it FlUme Tigri.
Erode, nominato anche Erodianø in qualche Medaglia; della
cui legittimità non fo, fe poffiam dubitare, perdè anch' egli la vita
col Padre. Ma 10 Stonco Ammiano fenza briglia fcorre nelle accufe di quefio
;Alhen. Sena-
to, che gh deLTe il baHone e i tà lCà Confolari. Grecia, fece con lui certe cofe, delle qWlli eglino folt ebbero cap.
Cuo vigore e conanza nell' dìgcre la
milltar difuplina da i loldati.
Feb-
braio cominciò ad efercitare la Prefettura di Roma. Anno ancora, ovvero nel precedente fu crea-
to Vefcovo dl Canagine l'infigne Martire c ScrÃttore facro.
Fu opinionc del Pagi, che Filippo fubito nel prin-
" cipio del fuo Imperio creaÃfe Cefare il fuo figliuolo, e gli
" conferifIe 1a Poddlà Tribunizia, e chc nel quarto anno
" 10 dichiarafIe Imperadore Auguilo.
Ed anche Eulebio at-
tcila, aver egli colle nuove impoltc così fcorricati i Popoli, che più
tollerabilc rmfciva loro il morire, che il vivere.
I' Augufio lor Padre erano ben 1011-
tanl di là , argomemandofì doll vedere ful fine un deúderio dell' Ora-
tore, che Roma p()ÃTa oramai godcre la con(ohazion dl mirare il fuo
Principe, e i luoi Figlmoli.
Cafiello
Preroriano, fpecie di Fortezza, dcfiinata lor per quartiere.
Criliiani
' udlvano erefìe, iì mirava l' invldla, la frode, la lÃmulazione,
l'ipo-
cnfia crcfciutd fra lora.
Sedia
di San Pietro fteÃfe vacante per tre Anm, non arnfcblandofi alcuno ad
empierla, perchè il furor de' Pagani fpezialmente fi fcaricava fopra i
Pallori della Chief a di Dio.
Leonas a CoÃbnzo, e dargli, fecondo Zona- ANH036ë. Romano Jmperio; tuttavia non mancavano ad dro
Imperio i fuoi guai, e ne abbiam già fana menzione. Leggi non aCCènnano quefto fuo fecondo Confola-
to, nè pur io ho ardito di mctterlo per cora cerra. Diede6 poi una caccia m3gnifica di f1ere net Circo
del fiuale
era ftara formata una fdva, con rraCporrarvi gli alberi inrcri colle loro
radici. Chlcfã di Dio, cd innumerabili Cnltiam Iafc;arono glonoCa-
mentc la vita ne'tormenti e lotto Ie fcuri.
Anna-
ta, che contra di Jui im"iò Probo, dalla quale perfeguitato fino a i con-
fini, ft raccomandQ all' aiuto de i Franchi, ma queH-i il tradirono, cd
egh perdè la vita.
Luogo d _'ve Cofianrino
fuo Padre, venriferre anni prima, aveva feonfirro.
Marrigna e Crifpo, Contra di amcndue
nella Ueffi) rempo farebbe cadura la pena.
Ie Spagne colla Maurita-
nia Tingirana, e la Brengna, porzione, che oggidl forma trc porenti
e 60riri Regni.
Ma,al4
dl QUlnullo, e la forza à dr Armata, che accompagndva I' elezione Ud- Chrønogr. Capitolino (f), che ciò fcrivc, dica alrrove, ch'egh era dl un nam-
Rlm1Ãjmat. Princi-
pe, chi ne fece dogi, e chi mille iniquità racconrò, 0 per dir meglio
inventò della fua perfona. Da efre Medaglie apparifce, ch' egli tenne per cin-
que A nni quel dominio; ma non Cappiamo, quando quefti aveflèro il
principio.
Luoghi, do-
ve I' Armua dovea far alto nelle noui, 0 prendere il ripofo d' un gior-
no. Pare, che la di lui mone accaddTc verfo il princi-
pio di Marzo, correndo il felto A nno del fuo Imperio. San (;iulio, dopo avere con incredlbil fennezza e zele
(c chronic. Id,m jn pika Ce), quando ferive, aver egli comandaro, che II Mde di Settem-
T4cito.
Nazioni Tartare, nella Me-
fi I, Tracia, Macedonia, e Grecia fino 'al Mare Adriatico. Anno prefente, per
atteftato d' Idacio (a), Eufebio (b), cd alrri (c).
Zofim"l mo (d), egli ten venn
aRoma, e dopo aver quivi bene afficurata
I.
Cosà dopo aver
qudlo lCape1lrato giovane regnato tre Anni, e nove Men, c qualche
giorno, colla' più vituperofa vira, che.
Trovò anche
maniera dl eavare una thada fotterranea, per cui t fuoi ufcivano a bot-
tinare. Eufebio l' ampio Edlno
da lur pubblicato per gli Criftiani in addietro oppreffi, e per Ia refti-
tuzion delle Chiefe e de i Ioro beni.
ElJftldn
perchè Dio non tardò a dargli quel fine e gafiigo, a cui foggiacque- Hlft. Senato reftò fpagliaro de' fuoi più illuftri fuggetti ,
,Potevano poi i foldati a man falva commettere quante iniquità vole-
,vano contra I' onore, la vita, e i beni de gl' innocemi, perchè la giu-
fiizia per conto loro avea affatto perduta la voce e It' mani. Maggio gli (uccedette CeionÃ(J Giu-
JirJnfJ Camenio. Ambafciadon, lþoglaatl de'loro arnefi, fofJè-
ro rdegati nella Frigia, con dar lora campagne da coluvare.
Monte Emo,
dove fra mille ftenti cercarono di paffare il verno.
Carino dl rovetèiar I' Armata nemica c d' inlèguirla. Cleto fopra il Sole una' Croce- di luce, ed appref-
fo Ie feguemi parole; Con fjuefla 'Va a 'VÃzcere. Marcellino, altro Generale d' etro Magnen-
zio, e gran promatorc dcIla di lui ribellion
, c però fu creduto, ch' egli
peri(fc nel Dravo.
Novembrc dell' Anno feguente, 1a Prefettura di
(
) eufp'. Aureolo avea fpedito per prcnderlo vi-
olllo ,b,-
vo.
Tanto noo- (g) Sui
as
dimeno a noi ne r
fta da potere fmentire la maldicenza di Zofimo 0- In LrxICo.
Fu poi onorevolmeme feppcl-
lito nelluogo dells fua moTte il di Iui eorpo. Aur
liano per gli mali trattamenti riccvuri da Iui, conforraro-
110 colrui a rrendere la Porpora. Pittoria, che ragionevolmeme fi può riferire ana
fuddetta imprefa. La Iconfitta di que' Pupoli, gmd'carÃ
in que' tempi 11 terrore de' lor vicini, dlede moho da pavemare al Re
di PerJìa, crcdmo Narjèo, 0 Narfete. Armata navale del Mifeno, in cui FilIppo i1 Padre vien detto
(0. Critliani, che ave-ano provata la perfecuzion di Licinio. Lettera cercò di foddisfare i) Senato e Popolo
Romano, col mettcre Zenobia del pan co' più iIluftri Rettori di Po
poli. Zofimo, e Z(Jnara furono d' avvifo, che Coilanzo ,'eramen-
te defideraÃTe la pace, per ifchivare 10 fpargimento inevitabile del fan-
gue di rami Popoli. Confolc, e che ponatagli quelta lieta
nllova a Bordeos, quivi prefe la Porpora. DelmtlZla, ficcome appan(ce da vane HCrIZlOm Mduarl nella mia
Raccolta (a). A cagion di tale incertezza ho io pollo il folo Co- (f) Stamp.
C 0 S TAN Z 0, e
di COSTANTE Imperadoff fr
eonfoIi 5 ANT 0 N ToM ARC ELL I NO,
PETRONIO PROÃINO.
Ll1g1io furono fufiituiti Confoli Numeriano Ce-
fare, e Matroniana, adducendo l' amorità di V opifco.
Ie rue mani poco nene, dì farfi raccoman-
dar caldamente da alculll Re 0 PrincipJ Hrameri, che erano alia Cor-
te, per oltenete una carica mihtare.
I' edifizio chiamato Cenro Colonne, (untuofo Por-
tico di quella incomparabil Città .
Comparivano in fine ceminaia di perfone, hntamenre ve-
nire, chi ana Gotica, chi alia Sarmarica, cd altre con abiti da Fran-
chi e da Perliani.
Peggio anche andava,
fe non fopragiugneva l,a cavaHeria, fpedita da Claudio ANguflo, che mi-
fc fine alla Ur3ge de' luoi.
Egli feee ftrage de i SaTmati,
e tornò colia viuoria a Galerio, ehe fi teee bello del valore altrui.
Intorno ache convien olfervare due diverfe figure, (d) 1 l'
c
e fecero i due Pagani Giuliano. Co-"
ibnzo I mperadore, il mifero in grande agitazione, e tanto f'iù, per-
chè faltò su il timorf', che Gallo foOe dietro a far delle novità , e
rnediralfc Ji ufurpare I' Imperio. Conte, Generale dell"' Armi di Cofianzo neU t
Illirico, il quale per fua negligenza niun remore pare, che avdfe a-
vuto de' frettolofi movimenti di Giuliano. Capitolillo (c), il fccond0 de'Gordiani non ebbe (c) Capitol. Ie milizie col Re de gli Alamanni Eroc, i1 quale aufi- FIlA. A veano rnacchine proprie per prendere Città , Ib,dem. Popolo tornò alla ribcllio-
ne, ed II Paek leguirò ad eflère un nido di Iadri. De'Iuo-
xij
" Dc'luoghi fcorretti de gli antichi Scrittori, it nonro
" Autore nel rigerrare i1 fentimento del Pagi, iJ quate pone
" l'eialtazlone, e la morte de'due Gordiani all'anl1o 237.
Confole Pirio, e non Severo, come fa la Cronica AleÃTandri- fmpt.
La dilfolutezza poi
de' cottuml, e 10 tprC'zzo dell' onenà era una confeguenzQ della fallå
Religion de' Genrili.
Facevanfi
intaMro dapeTrurt0 prt'ghieTe a il fordi Dii. A polio, creduro queHo dl Autun, dove op1OlOne era) chc fi pamgryric. Arianifmo, in da durò poi fino alIa morte, fenza mai
prendcre il Cacro Battcfimo, fuorchè ne gli ultimi dì di fua vita Cd),
ne' quali fu battezzato da Euzoio Vefcovo Ariano. Anonimo di Coibn-
tino gli dà un efercÃto di eenco mila combauenti. Pittoria Germanica, ba-
fiante fondamenro ci rcfta âi credere viaoriofe in queft' Anno I' Armi
Romane contra de' Germani.
Tigri; tuttavia egli pieno di gloria fi ritirò in luogo ficuro coIl' e-
fercito fuo.
MajJimino, già appel-
lato Daza, come diccmmo, ufcito da parenti rufiici e viii neU'Illi-
rico, egli ft era tirato innanzi colla profeÃ1ìon den' armi, e tutfochè
(d) ViElDr in Ii dica, ch' egli folTe uomo quiero (d), pure abbiamo da Lattanzio (e)
Episome.
Legge (a) ordinò, che j CÃ1erici ed altri Ecc1efia- (a).
AugtlJlo dalla fua Armata, ed occupà rutte Ie diren-
denze dell' Illirico, cioè Ia Pannonia, Ie Mefie, la Grccia, Ia Mace-
donia, ed ogni ahra parte di quelle comrade; e ciò nel primo gior-
(gl Chroni".
AleÃrandro, e aU' a-
vergli verifimilmente giurata.
Abbiamo Medaglic (f), dove il troviamo appellato Itfdr- (I) MedÃl,.
Scarpe, e
a cui
pofcia è a nOI venuto il medefimo nome di Scarpa.
N e' fuoi convlli, ne' fuoi
bagni fi notava una pa'lza prodigalità . MaOimino alcuni fgherri a Pitaliana Prefetto del
Pretorio, uomo crudelifIimo, con lenere & ordine di dirgli a bocca
in fegrew cofe d' importanza.
Attefta Am-
(c) Am mia- miano (c), che in molta confiderazione fu elTo Ormisda anche fotto.
Nilibi COB
'èifcordia fra loro, che -non fi sa che credere.
Au
'eliano, ehe fu dipol Imperaåore, Liberatore
deli' lllirico, e Rifloratorc delle Gallie.
Colita a pagarfi
aU' emrare" del nuovo Principe, chiamata I' Oro Coronario. LVCIO ÃOMIZIO AURELIA NO
la feconda volta,
GAIO GUJLIO cAPITOLINO. HJnno dif p utato inrorno a q ueÃlo P aOo il Pa-
C'1p. CN fpi-
Gaifol1e (10 LldTo, che tolle di vita Cotlante AuguÃlo) tùrono Con- m"nlu
foli in Roma nell' Anno prefenre. Re di Perlìa; ricupcrò N ifìbi, e
Carre, e turta la Me(opotamia. S
(k) SJephR- nato a alhum, Itta e 1a nuova acu, c e oggl tiC lama a er-
nus de Urbt- Vla, e però nell' lllirico, come fi ricava da Stefano Blzamino (1), daU'
bus.
Figliuoli dd gran Coltamino, Principe, a cui tutti aveano tante
obbligazioni. Di che
pelo ioÃ"e coitui, troppo 10 provarono i Popoli da lui governati, per-
chè da lui caricati d'infoffribili impofie, in guifa che lòuo di lui re-
ftarono impoverite e fpogliate Ie Provincie, tutto rubando egli, per
dado a i I"uoi Conigiani e Coldati. Licinio, e però piombò fopra di lui la fentenza di morte, ar-
rivando. Luogo di Moore Scleuco nell'
Alpi Couie, poRo neI Delfinato d' oggidl fra Die, e Gap.
O1enzione delle Fonezze alzate al Reno, al Danubio, all' ra
tl. Anriochia Capitale della Soria; poi T
rro inúgnc Città della Cili- in Chronic.
Generale d' armi fòtfc capace
di grandi imprefe, e di far paura a i Perfi
mi, ognun fd vede. Cofiamino , che O g nun I' otTe q uiafTe ed ubbldifTe P a) Fu
en. Ie calamità de' Popoli, cd' em-
piere la propria borfa. Per que1ta negatlVd, e pcrche Li-'
cinio fece abb,mere Ie lmmö&gmi e iLuue dà C01lamino in Emona,
Ciuà .
Teotl-cno, facendogli
prima confeOÃ¥r Ie fue impoflure, per Ie quali avea fano di gran male
;od eÃ1i Crittiani.
Romani in
queUe pani; irnperc10cchè anno non pa("ò, durante il Regno.
Re della Si-
ria, 0 fia della Soria, Succetrori del Macedone.
Anno corrente) nè andò aRoma, 0 a Sirmio, come per errore Chml.
Anno confentì 011 ritorno di que' Vefcovi aile lor Chlet"e. J m-
perio Ar(ace Re dell' Armenia, il qual veramente can tune Ie mmac-
cie di Sapore comlpofc aIle fperanze de' Romani. I IUO gn are e rcnl ere, c Jama- in Maxim
tolo Imperadore, il veÃbrono -di porpora.
Ie Fortczze di fron-
tiera di buone guarni
ioni, di macchine, e di viveri, e poi fi mofre
dalla Soria aHa volta di Cofiaminopoli.
Comuuochè
fo(fe già (era, cominciarono inferociti i1 combattimenro, nè la none
potè rircnerli da1 menare Ie manÃ. Lampndio; e dopo tredid Anni) ed alquanri glor-
oi 0 pur MeG d' Impeno. Ma eOliui (e) L"f)n rune Ie belle liou d' uo- (e) Treb
L.
Cofianzo iotan-
to fe ne fiava da lungi otrervando qudli malori, nè provvedeva al
bifogno.
Ciut;Ã della Bitinia, una delle (M;in- (b) Jd
cius
cipali e pilr popolatl! Ie comrade dell' Alia, del POntO, e della lVJacedonia, (c) Lilliln. Tuttavia meffiiì gli
Ateniefi in una imbofcata, con aver per loro Capitano Dexippo Ifio-
T()m. AHara fe uno d'eÃi Jmperadori pubb1icava una Legge, n
ogjtd.
Imperadore, ehe divcnne perfecuror morrifero e fiero de gJi
adoratori dj Gesù Criilo (b).
H
rodia--
do combattere co i Romani, come gli era accaduto con altri Popoli, nus lIb. Secoli fabbricarori d'I-
fcrizi,mi e Medaglie, rivolri a far mercaro della_ curio1irà .
I
fempre più affezionarfelo con proteggerlo; e perchè conofceva il di ERA Volg. Configlie-
ri, che l'indulfero a non più afeoltarli. Ifl
Pannonia, e della Mefta, permettendo ad ognuno (a), e rnaffimameme Eø. Gesù Crifto, affinchè
effi potdfero pregar Dio per la di lui falute. Ben
he Cl fieno
fe') a1;;cius de1le difpute fra gh Erudltl (d) mtorno al tempo, 10 CUI Coflanzo,
i" FIlþis.
Abblamo pOi da Lattanzio (g), che Dìoclczlano fi ponò
de Mortib.
In E-
fonuna nelle Gallie, da dove fcacÃò i Germani.
Struzzoli, cd altrettami Cervi, Cignali,
Caprioli, Ibici, cd a1tri animali, che mangiano erba j e fe ne la(ciò
1a preda al Popolo.
Oicembre deB' Anno prefente (f), ed
lloTa m quel-
nÃPnus. MiCe anche
la pena di mone a i guardiani, ed altri minillri delle carceri, che mal. Cioè di ottanta mila moggia 0 mifure, riduÃre il do no a fole
quaranta mila. Pollumo; ma fenza apparire,
che per qudlo (imiho colpo reggiorafT'ero gli affari di lui, e ne pro-
httaÃT'ero quei dl Gallieno. FigllUola di Giulio Coftanzo, cioè
d' un Frarello d' eÃfo Cofiamino AuguHo, e dl Galla; ma reHa runa-
via fcuro qudto punro.
Padre Pagi la fa co
inciata fin
(
) zoftmus ddl' Anno 319.
Trovavali qudli a110ra aJl' Armata del Re-
no, per opporfi a I rem3uvi dc' fern pre inquicri Germant.
Moglie di rara bel1ezza, ma fpro
ve-
duta anch' eÃÃ di contante; quando un certo RIcco, che Ie faceva Ia-
caccia, prefo il buon vento, Ie efibì qud danaro, s' eUa voleva per
una none acconfentir aUe rue voglic Comunico la Donna tal efibi-
zione al Marito; che approvò il difonefio comratto.
Per Maeftri dl così facrileghe ani e dorrrine ('bbe
yit. Imperio, e però fi tludialTe di
fcreduarlo prefTo del Padre, e Ie riufcifTe di preciritarlo.
Configlieri fu creduta necetTaria la di
Iui prefenza aIle fronciere della Soria. E queflo è quello, che ab-
" hlamo creduto dovere riferire circa l' ufo, che tà il no-
" firo AutlJre delle medaglie, edell' ifcrizioni.
Non si tollo s' accorgeva efra
d' efrere gravida, che non volea più commerzlo col Marito. Come egli arrivato coli ricuperafT'e in poco tempo
(a) Id,m in queUe Provincie, aHa sfuggita 10 raccontano i vecchi Storici (0). Vita di lui fcritta da Eufebio,
alia Storia geclefiaftica.
Eumenio, pre-
tendendo in vano il Valefio (c), eh' egli non la terminalfe. Nello
fidfo tempo i Gimunghi, Popoli dell' Alamagna, infefhrono la Rc-
zia; ma fpedito dipoi contra d' effi Barbazione Cc), gli riufcì per que-
fia volta di dar 10ra una rona, cioè una buona lezione, per portal' piìl
rilpeno da lì innanzi aUe rerre de' Romani. Toglieva a fuo capriccio i poni e gli onori aile pedone,
e runo di sfoggiava in nuove invenzioni di crudeltà , con adoperarle
prima contro i Crilliani, e 1lendendole poi ad ogni forta di perfone,
e a' fuoi Corrigiam flet1ì. ALl
d I TAL t A, Bt
Trtbdlio Pollione (a) racconta, che un Ciriade ricco c nobile, ERA Volg. Si pcnsò a p-rendere una fafcia gioiellara dcUa coletta
dell a Moglic; ma non parve buon augurio il rÃCorrere ad un orna-
mento donndco. E-
-gitto, ene' paefi circonvicini j ed Aleffandro Vefcovo fanto di Aletran-
dria avea già fcomunicato l' oltinato Erefiarca. In E- chè capì, eÃlère fiato precipitato I'infelice in guella rifoluzione non da
f
)
';'mia- mala volomà , ma da un giufio timore, che preito delìLlè da perfegui-
nus lih.
Olfcrva ancora ritrovarG fpeÃTo, e part1colarmente ne'tem-
" pi di Coltantino in una medefima perfona la Prefettura
" di Roma, e il Confolato.
Poco per quefio durò fra tali Regnanri la buo-
na armonia, anzi fi allumò guerra fra loro nell' Anno prdente. V' in-
tervennero ancora dieci Elefanti, che fi rrovavan6 aHora in Roma, e
mille e ducento Gladiatori, fuperbarnente vefiiri. Fratello, corne vuoll' altro Vinore (1) cd Eurropio (g). Nazion loro vien cre-
dura Germamca, ma abitame aHa Vittola in quella, che oggi fi chi
t-
ma Polonia.
Jdlla v)ffnna luddct-
ta, e da qualche air m ri ponara d4 i fuoi Gencrali nella Bretagna.
SECOLARE per
Confoli conda volta,
G I UN I 0 DON AT 0 per la feconda.
P r
ova adduce da potcre sbanere l' alrra opinione, de il fa pri- C d rltl'; Bar.
Cirrà , fu quella di trat-
tener I' acque del Fiume alta m,tggior pofIibile altezza,.
Armata ad affediarla, perchè non
avendola mai veduta, non ne fapeva la vatla circonfercnza. Anno prefente a i Principl Romani, fe pur fi può accertare nella
CronoJogia di 'Iue' fani, tà tti per altro certifiiml.
Ie concubine dd Re Sapore con delle grandi ric- Emptmlrl.
I' onnipotenfe ed eterno Dio, che tien la Jua reflden-
za ne
Cieli.
Imperio, fÃccome abbiam veduro; perçÃocehè oltre all' cap.
Popoli dell' Armenia, perchè
ficcome Crifiiani non volcano tà r Cagrifizj a i falfi Dii j ma con poco
fuo utile.
Eravi anche
la Carretta del Re de' Goti, tirata da qU3ttTO Cer;i, entro la quale
A ureliano fu condotto al Campidoglio, dove fagrifi-cò a Giove que' me-
defimi Cervi, fecondo il voto già fatto da lui.
Valeriano Augufio, call' etTere decapirato per la Fede di Ge- fur E
Lllo-
sù Cntio, compiè gloriofamente il curtò della fua Vita.
C1'rnano Imperio Chiefe, e funtuofi Te
pli al vero Iddio.
I T ribuni e Centunoni di levar la vira ad A lelsandro t
a Mammea fua Madre, e a ehiunque fi volelse opporre. Tragedia; fe non che 1" Anonimo fcrive, che
Pompeiano eagion fu deUa rovioa di Veronl, e che miferabil fu la
ealamità di quel Popolo.
Coflantìno juniore, 0 a Co-
flame di lui FrateHi, ma bensì a lui folo (c).
Aureliano in qlldlc comrade
qua1che fegreta capltolazlone. Confoli fcapparono, non fo fe di là , 0 da altro Luogo, dove
fidJero allora, e paiIar
mo per Ie pofie verlò I' Oriente, parendo loro
dilþerato il calò, c paventando 10 fdegno di Giuliano, il quale poi per
teltimonianza di Zofimo (&) mandò ordine, che mettendo il loro 00- (b) ZDji",. I' uto di unir infic01e talvolta fe Dignilà di Conlole e di
Prefetto. Imperio, e CrifpD, dal quale
poco ta dlfiì difcendenre per via d' una Cua Figliuola ConHantino 11
Grande. Perfia, che giÃ
"edemrno aver ptefe l' armi in favor di Zenobia. Più era poi quelIo, che il genero(o Princi-
pe loro donava, rimandandoli perciò più ricchi di pnma, e contenti
a cafa. Cnlhal1l Declo 11 acqutflo 11 nome
d uno de piu cat-
tivi Pnncipi di
oma. La fna foverchia- feverirà , benchè
gli partoriÃfe I' odio di molti, pure riufd di grande uti1ità alia Repub-
blica, perehè levò di mezzo, 0 cacciò in efilio i eervelli torbidi,
cabb1lilli, e perturbarori della quiete pubblica. FilIppo fraudolememente lafciò affamare l' efercito, can dilegno d'ab-
bat. Zo1Ãmo (c) ancora fcrive, che avvenne
in quefii tempi l' irru'Zion dc' BJrbari de lla Germania nelle Gallie, proc-
curata fott
mana con rega
i dal medelÃmo CotÃanzo Augufio. Tracia, e però veniva con-
fiderato co
e Trace d' originc. Aurelio Vittore (a) il chiama Coflantino jrmiore) Zofimo (h) fe-
mllnl Me- condo l' edizion del Silburgio gli dà il nome di CoÃanzo. Ma cerro fembra più proprio qudlo, che gli alrri,
giacchè dopo tante virroric contro Ie Nazioni barbare,.
Era perranto grande la fperanza e l' afpc
razione
di tutti, che Valeriano ave(fe da rimettere in fiore l'Impeno Ro-
mano.
Leggi del Codlce Teodofiano (
) ci tim vedcre Coftan-
frldus wid.
Impe-
radori, da llli riconobbero il principio dell' alra loro fortuna.
Ilnictl
pena delh mone ad dre, e l'drere bruciati vivi ad tffi Schiavi, con de Mlilter. Gallic, e ne'loro fietIi paefi aveaoo pmvato il filo delle
fpJdc R0mane. Ma 10 Cvellere dal cuore di tanta geme gli antichi crror
(k).
Leggl, e fi mandavano fenza
Affel10ri nelle Provincle. AUGUSTO
Confoli per la feconda volta,
CIVICA POMPEIANO. Giorno
Natalizio, cd Erodiano Storieo, dclJa cui Storia mi fono fervito in ad-
diel TO,
Itre ad altri Scrirrori, de' quali foo. Cua alia DignirÃ
Cefarea, lperava -di vincerla, corne era tucceduro a Cofiamino contra
MafT'enzio in un lÃmile giorno. Daci e Sarmati, e fverna(f'e dipoi quietamente nella Pannonia. Ie funefle memorje
e che -durò per dodici
Anni la perfecuzione da loro recata a queUe contrade. J,etm Ie fcmmine, per potere più facilmel1re opporlì
a glr sforzi di Gallieno.
ReligIOn dl Cnfto, pur fi tJene, che abbornLTe II coplOfo nu-
RIft.
Zonartu battaglia, e feguì ancora qualche rnenar di fpade Cd). Principe sì disanenro
e vile, e tranar fra lorD di çleggere un- degno I mperador di Roma
Lo feppe Gallieno, cercò di placarli, e non. Ie fue adulazioni) la fcappò nettta un gior- in Vita.
I'lmperadore Coftanzo ne'primi fei MeG, cd anche nel Dicembre
ANNO 353.
Senaron, chial11andolo pel propno nome,
e fenza nè pur chmare II capo. Era egli invafato dal defide-
rio della Gloria, e quanto più di grandi imprefe egii avea farro fin-
quì, a nulla ferviva, che a maggiormente accenderlo per farne dell'al
tre. Non indegno cename
re
di quetli titoli comp
rve, chi contra tune Ie Leggi dclla Rel'gione e
dclla N amra aveva aÃTaHìnato il proprio Principe, e tolrogli imperio
e vita. Pretura, e I' altre pubbliche cariche da
lui furono fofienute con tal magnificcnza di Giuochi e d' altri pub-
bJicl folazzi, che fi 'tir
dictro in Roma e per Ie Provincie l' amorc
e il plaufo di tutti i Popoli. Cervendofi del pretefio della
ü61antiul morte di Ivlaffimiano Erculio fuo Padre, benchè in Cuo cuore non ne
cap. IOcantamemi di Magia, per cercar I' avvenire, dc' quali è
cerra, che fi dilettò forte I' empio ed ingannato Giuliano.
Fu poi quello un Anno merno-
tando per Ie imprefe beUicofe dell' lmperador fuddetto.
Valeriano, pareva in ifiato di aÃforbir tutre
(c) Trebel- Ie Provincie Romanf" dell' Oriente.
Alcl1ne Leggi ci fan vcdere Carino, e Numerian9 decorari
g. Giuliano
non l' avelTe copeTto col fuo manto, e datagli poi licenza di ritirarli
(b) Liban.
Dio e al Pubblico, di valerG di sì fatte braccia, ERA Volg.
Llata fdma, che Coilanzo fÃl nn deUa vita fì pemille dJ
a
'''.
Ab-
(i) ZofimuJ biamo da Zofimo (;) la dcfcrizion de' Giuochi Secolari; e da Capi-
Jiift.
Cefare molto prima
di Licini0, I' anzianità fua efigeva, ch' egli folfe antepofto all' alrro
)
ano'rn- ne gli ooori.
PIU probablle e, che tenendoh per cofe vane, fieeome fono in Excerpt. Prefetto di Roma efercitò nello fteffo tempo il
Confolato. Claudio, che fu di poi I mperadore; e i due primi Gene-
rali divifando fra loro, come fi poreffe foUevar la Repubblica daU' iner-
to e crudel governo di Gallieno, mifero. Filippo
Seniore illituite_ alcune Compagnie di giovani fcelti per Ie guardie del
Corpo.
A riferva del Popolo Romano, che veramente l' amava per gli
ç e) AvoP 1 ifcus molti benefiz1 g ià ricevuti, 0 che fi fi p eravano (e), P ochi altri gli
In
UTI Ian.
In quella
confufione ed ofcurità Cecrope fe gli apprefsò, e l' uccife. N Ipote e Figliuolo, 0 fceHero eÃlè
0 pur vollero,
(a' Herod.
Oriente, cd arrivò ad una eforbi-
tanza i1 prezzo de' gralll (d).
NriVUS In-
fatta che di Fla'l);' Cefare, e di M
JJìmo.
Ec- d' Origene o(fervò, ch' egli almena ne' principj del ruo Imperio non
el,þRjltc.
Ponte di Elfee; e poichè la trovò ben
rnunira
c eotlò caro aile di lui.
Copravenir Coftan-
t
no con una man d' armati, il quale fatto porrare il cadavcro dell' ue-
clfo alla prcfcnza. Tempio con dire, ch'dro Augufto edifÃcò in 9uella Città b gran
c"ronogr, Chiefa, cioè la Cattedrale,. Rehk)l-ùne Cattoliea contra la prepotcnza de gli Ariani (,). Ievarfi da queUe Terre, perchè a lui cedute
da Cotlanzo Augu(to, mcntrc Magnenzio viveva, e fece anche veder
Ie Lettere d' clio Imperadorc.
Dignità due anni di
fila, come talor faceano gli Augutli.
QuelIo,
che tpezialmenre dlsgulló Gmliano, fu, che Marcello GeneraJe dell'
armi, acquartierato in queUe vicinanzc, niuG penfiero fi diede per foc 4
cor-
ANN.
Di Copra ancora parlammo dj Etlmene, di
Nazal io, e d' Optaziano Pal"iegiritii. Barbari; però da faggio cercò fola-
mente di dividerli.
Augufto, e in poco più dl tre Anm, con aver egli 1ibcraro da tanti
Barbari nemici il Romano Imperio, atterrati i TJranni, e riunite al
(b) Eufih.
Seoato allora per rimediare a si gran pericolo, raunò
quanri foldan potè. Zenobia, per togliere la vita a OdC'naro, dicono, che fu con tilp.
Dio a
governar Popoli, fe tale eccelTo va a finire in danno del Pubblico. Ja Lettera fuddetta, ben fornita di querele ed ingiurie contro iJ
medefimo Augullo. II FlUme TJgn, acclOcche fervIÃe dl anremurale comro phønes in
ai Perfiani. Eóino, per tagliare it P;ll1à a due
mih Palmireni. Colhnzo, fofpeHandola, 0 crerlendola figliuola della di lui
p'hIIJfr- Ambizione. Genero fuo; Coftantino troppo pien di
virtù, ed amato daHe milizie; c che niun d' effi prefierebbe a lui l' ub-
bidienza d'ovuta. N' Ifcrizione, che G legge nella mia Ra-ccolta (d), quando pur
Ga indubitata reliquia dell' Amichità , ci aÃìcura de i Nomi di-
quefli Confoli, in addietro ignoti.
I' Amore della Cronica AldT"andrina (a), Niceforo, ed altri ci rap- Ell.
Valeriano, nè tanto potè
retlar r Armata di Soria fenza Capo. Perfiani il prigionier Valeriano; e perciocchè
mofirava in tutro dipendenza da Gallieno Auguflo, ed ubbidienZ3 a
gli orJini che venivano da lui, fu crearo Governatorc e GenC'raie
dell' Oriente da dTo Imperadore.
AU;sulto, c Galerio
Cd;ue iùo Genero, unitamemc paÃfarono il verno dl qudl' Anno nella
BiÃma nella Clttà dl N lcnmedla.
Roma,_ accadetfe un
(
) Laélan- tal fano, l' hm ricercato gli Erudiri.
Fi-
lippo era già Impcradore, perchè non provvide tofio alIa fame dell' Ar-
mata? Gordiano data prçÃo Rcfena Ciuà dell' Ofroena una rotta al Re
fa.
Iclamente tutre Ie p
rlone dl Corte, fr a le q uali 110n poche prefe Ãfa-
c.
Crifiiani, a muo-
vere contra di loro una fiera perfecuzione (a). I n cITe Leggi Cofianzo fi fludiò di li-
berare i pubb1ici GiuJizj daHe fonllichene e formalità tuperfllJe, che
eternavano i proceffi e le liti.
Diocleziano per allora folarnente accor-
dò, che fenza fangue fi procedefTe contra di INo. Eunapio "(g), che in non sò Cjual' Anno fi patì pc-
nuria di grano in CoUaminopoli, perchè i venti comrJrj irnpedivano
a i Legni mercantili I' abordare a que! Plebe il mettelTe a pezzi, forfe come vuole Suida, per far co- ANN 0333.
Armata acquaruenua in SirmlO, fù proclamato qualà ndlo (n', ZOfil,'.
Percllè Ini prende fpe-
ranza, che aobbiare avere a gra-
do la cOl1fecraziol1e, clle io Vi
fo di quefto libro, e clle gli dob-
biate cOl1cedere difefa, e parro-
cinio. Milano, e di far abortire i
difègni di chi governava Ie Gallic.
Gordiarl0; perchè nato da una Figlillola di Gordiano
I.
Re di quetIe comrade, e regname a' tempi dell' Augufio
Alefià ndro.
N e1 caromino fu più volte in pericolo, e ripor-
tò gl avi danni I' Armata fua da gli affaffini Soriani.
Mefi ntornato nella PannoOla; ma certameme In, alcuna d'dTe
Leggi è faHata la Data, perchè Coftamino non fapea volare. Cofioro tarra un'irruzione ne'Luoghi vicini (h) Z,þmll1
al DanublO, porravano Ia clefolazione in quelle p,mi. Iifpofe I
che avt'ndo elle Felice, non mancava Pallore al Popolo Romano, ne
moLharono e(fe dell' orrore.
Germam; e loro a quefi,) fine inviò luoi Ambdfcia-
tori, con efiblre gran eopili. Gallieno la cura di opparÃì a gli altri Barbari, che maltrat- lib. Potlumo _ Dicono, eh' egli fu acccrraro per lmperaJore da cap. AHara Dlûcleziano in coller" ordinò, che non
fIb.
Perfiani, lulìngandofi di farlo perire in quell'
imprefa per man de' nernici.
Lettori
Ie difpute de i Letterati imorno a quefii punti.
AuguÃh, lecondo il regnlamemo fano da l)jocle-
ziano, da lì a non moiro dichiarò Severo Jmperadore Ãugrtjio, moLlr an-
d? E 6n q
ì carnminarono con quicte
gb affan, e da Galcrio dipendevano tutti gii altri Principi.
Crif po e di Coftanrino juniore Cefari, i quali enrravano neU'
Anno Qumto della Dignità Cetilrea. Sepolcro a Probo con Ifcrizione de-
llotame lui veramente Principe dabbene, e vinciror delle Nazioni bar-
bare e de'Tiranni. IUirico (d) fi folle- (d) Trebel-
vò, c prefe il titolo d'lmperadore Auguflo. Diodeziano non fi volle più ingerir
ne' pubblici affdri. Zofirno, Amore per altro di umo-
re alterato contro mtte Ie azioni di quefio invitto Principe, aggiu-
gne, che non era in lui cora infolita il violar la parola e i giuramep-
ti.
Melitene Città della picciola Arm
nia, per uniT ivi tutta la lua
Armata, e quefta non fu all'orJine, che dopo I'EqUlnozio dell' Au-
tunno.
Gli venne ordine fuor
di tempo dal vecchio Gordiano di dimettere la carica.
Era V olgare ebbero
" i norni, quello di Antonio, quefio di Petronio, i quali
" nomi finora fono fiati intiera1l1cnte incogniti a gli Eruditi.
Dardania, la Macedonia, la Grecia,
e la Mefia Cuperiore.
Torni, vicina aUe bocche del Danubio, da dove paOÃ rono a
Marcianopoli Città della Mefia. I' abbatTamento dl qualfi voglia
Perfecutore della medeGma. Francbi d' al-
lora, Ii dipinge per genre turbulenta cd inquieta, a cui il ripolo riu-
fciva un fùpplizio. Capitani, impurando
loro di m,u1tener 1I1tdhgenza co' nemici, e dl nOI1 tà r moho, perchè
nulb intendeano dl fare, e Ii fece morirc.
Galeno bramava d' alzadi, tanto a lui,
quanto a Col1anzo Claro fi conferirebbe il utolo d' Augullo.
Coftamino qualche parte dell' Affrica,o pur alrri paefi adilcemi
all' Italia.
Eunapio, Amori tutti, che trattarono de' fatti di Coftanti- Cod.
Porpora, e fi riduffe ad una vita pri-
vata, in cui non mancava a lui delizia veruna.
Ma
enzio era nfoluto di muov
re
lui fteffo guerra, con
Vit1,r ibitl.
Libanio (b), guerra non v' era, che it chlamafT'e di là .
Può nondimeno elrere, che anch' ella f()lre almeno in que' pri-
mi tempi alrai inclinata a Religion così faota.
Ie imprefe di Augufio, Traiano, Lucio Vero, e SetrÃ-
mio; Severo in queUe pani.
Scif-
ma per cagion d' Ario, non fi fcandalizzaffe, e formaffe catriva opinion
de' Criftiani. Comunque fia, h
morte dl quefio amabll Nlpotc fu un coltello al cuore di Elena Ma-
dre dell' Augufio Cofial1tino, nè porea efTa darfene pace. Ruovafi Prefeno di ROma in quell' Anno Rufio P"olufiano. Cefare, ed anehe
d' Augufto; nè Ie Medaglie decidono quefio punto. CJttà della Dalmnla; portO anche