Antonini Marco Aurelio
Marco Aurelio divenne imperatore, e attese al suo compito con dignità e umanità, cercando di mettere in pratica i principi che lui stesso si era posto.
Per la prima volta la filosofia, che Nerone e Vespasiano avevano proscritta da Roma, saliva al trono del più grande impero del mondo e Marco Annio, facendo di essa l'ispiratrice e la regola del suo governo, si accingeva a mettere in pratica la sentenza di Platone, il quale aveva detto che i mali degli stati e degli uomini avrebbero avuto fine solo quando la filosofia avesse governato.Marco Claudio Frontone, governatore di quelle province, ma, dopo alcuni scontri favorevoli, cadeva in battaglia.
Per evitare future invasioni, Marco Aurelio permise che molti barbari d'oltre confine prendessero stanza nei territori dell'impero; molti si stabilirono nella Dacia, nella Mesia, nella Pannonia, nella Germania, altri furono accolti in Italia.Marcomannia e la Sarmazia quando la peste lo colse a Vindobona (Vienna) dove morì il 17 marzo del 180.
Approfittando della guerra partica che aveva costretto i Romani a togliere dalla linea del Danubio la maggior parte delle legioni per mandarle in Oriente, i Barbari attaccarono la frontiera dell' impero e alcune tribù delle più audaci, Marcomanni, Langobardi ed Obii, passarono il fiume. La vita è troppo breve, secondo Marco Aurelio (il tempo dellumana vita è un punto), ma si può lo stesso viverla con onestà (è antesignano del Cristianesimo).Marco Aurelio però, sia perché suocero, sia perché primo designato e perché pontefice massimo, aveva maggiore autorità.
Aurelio nacque a Roma nel 121 e fu educato fin dalla fanciullezza ai principi dello stoicismo. Lucio Vero intanto premeva sul fratello adottivo perché si tornasse a Roma e sul finire del 168 i due imperatori si misero in viaggio, ma nel gennaio del 169, tra Concordia ed Altino, Lucio Vero morì improvvisamente, colpito da apoplessia e, poiché si sapeva che tra i due fratelli non correvano buoni rapporti, si disse che Lucio Vero fosse morto di veleno propinategli da Marco Aurelio. Marco Aurelio filosofo colloquia con il Marco Aurelio uomo, e noi siamo portati immediatamente ad indentificarci con questultimo. Quadi, che avevano rotta l'alleanza coi Marcomanni impegnandosi a restituire i prigionieri romani, non mantennero i patti e, deposto per giunta il loro rE Purtio che aveva avuto il riconoscimento di Marco Aurelio, elessero in sua vece Ariogeso. Stessi Marcomanni andava Macronio Vindice, prefetto del pretorio, ma nella valle della Mur (Stiria) perdeva la vita con moltissimi suoi soldati. Pure, si affermarono ancora notevoli scrittori, come Plutarco e Luciano, nobili figure di imperatori-filosofi, come Marco Aurelio e Giuliano, un geniale pensatore come Plotino. Quarantenne, fin da quando era vivo Adriano, principe designato a succedere ad Antonino era stato MARCO ANNIO VERO (poi Marc'Aurelio). Le vittorie d'Oriente furono celebrate a Roma con uno splendido trionfo (166) e il Senato decretò che a Marco Aurelio e a Lucio Vero fossero dati i titoli di Armenico, Portico e Medico. Marco Aurelio, desiderare che la morte giunga il prima possibile nel momento della grande sofferenza. Marco è senza dubbio un ottimo uomo, ma, spinto dal desiderio di ricever lodi per la sua clemenza, lascia impunita tanta gente che egli non stima. Nessuna o pochissima cura pose Marco Aurelio nell'amministrazione delle finanze dello stato.Si raggiunse lapice di questo sviluppo produttivo, ma soprattutto commerciale, nel II secolo, durante letà di Adriano e degli Antonini.
Marco Aurelio fece decretare che nessun senatore potesse ricoprir la carica di governatore nella provincia in cui era nato.Marco Aurelio, in quel tempo, era in guerra coi Sarmati.
Una delle maggiori cure di Marco Aurelio fu l'amministrazione della giustizia.Dopo la, spedizione in Egitto (176), essendosi sparsa la voce che Marco Aurelio era morto, Avidio Cassio si fece proclamare imperatore e assunse il titolo di Augusto.
Allo scopo di porre un termine alle contestazioni prodotte dal disordine in cui si trovava lo stato civile degli abitanti, Marco Aurelio creò pubblici archivi.Questi pensieri riguardano luomo e non propriamente limperatore, così che da Marco Aurelio simpara sempre, perché le sue riflessioni sono utili anche oggi.
Perché, per Marco Aurelio, aspirare a qualcosa di caduco? Aurelio esamina la vita degli uomini e rimane amareggiato nel vedere gli uomini come dei cagnolini che si mordono la coda gli uni gli altri. Senato o da Marco Aurelio, vivono senza freni e accumulano ricchezze? Marco Aurelio aveva di assicurare la successione dell' impero al figlio COMMODO. Marco volle legarlo maggiormente a sé con un nuovo vincolo di parentela e gli fidanzò la maggiore delle sue figlie, Antonia Lucilia, che non era ancora in età da marito; inoltre lo associò all'impero con il nome di Lucio Aurelio Vero e condivise con lui i titoli di Cesare e di Augusto. Marco Annio si era dedicato da giovinetto alla caccia e alle armi, ma ben presto aveva rivolto le sue cure agli studi di eloquenza e di filosofia. Marco Aurelio, pur essendo di animo mite, non poteva non dare soddisfazione al sentimento dei suoi sudditi ostili ai Cristiani e pubblicò un editto col quale ordinava che tutti coloro che introducevano nuove sette e religioni fossero puniti con l'esilio se appartenenti agli ordini senatorio ed equestre, e con la morte se appartenenti agli altri ceti. Seneca nelle Epistole morali, con la differenza che Seneca dice di conoscere già il cammino, mentre Marco Aurelio fa compiere il cammino al lettore camminando con lui. Marco Aurelio, luomo cerca di raggiungere il piacere, concepito in maniera diversa dal piacere epicureo.Marco Aurelio non parla, come fece Seneca, di un sapiens, ma di un uomo virtuoso che spende il suo tempo facendo da esempio e aiutando gli altri.
Aurelio vuol fare del bene agli altri non imponendo la strada, ma è luomo che, con il suo stesso esempio, trascina gli altri; e quale esempio migliore di quello di un imperatore che ha toccato con mano le difficoltà della vita. Marco Aurelio lasciò i suoi studi (167) e, armati in fretta schiavi e gladiatori, si mise con Lucio Vero alla testa dell'esercito e mosse contro i barbari. Marco Aurelio ordinò che la guerra fosse condotta con maggior vigore e pare che la fortuna nel 170 e nel 171 si mostrasse favorevole ai Romani, i quali però, dati i numerosi nemici che avevano da combattere, fecero uso anche di un'accorta politica cercando, e in parte riuscendovi, di metter barbari contro barbari. Il sentimento di umanità da cui era animato e che in parte era frutto delle dottrine stoiche, suggerì a Marco Aurelio provvedimenti rivolti a mitigare le barbare costumanze degli spettacoli. Infatti appena un anno dopo, nel 177, esse difatti tornarono a prender le armi contro i Romani comandati da Quintilio Condiano e Quintilio Massimo, e Marco Aurelio - il filosofo che aborriva la guerra- fu costretto ancora una volta a recarsi sul teatro di una guerra. Tarutieno Paterno accettò l'aiuto dei Cotini per muover contro i Marcomanni. La guerra civile era stata scongiurata, Marco Aurelio volle essere clemente con la famiglia e i complici del ribelle e pregò il Senato di usare mitezza nelle punizioni. Antonino, Marco era vissuto con lui, nel 146 ne aveva sposata la figlia Annia Galvia Faustina, e nel 147 aveva ricevuto la potestà tribunizia e l'impero pro consolare.Marco Aurelio seguì le orme del suo predecessore nella politica verso il Senato.
Alla morte di Antonino, Marco Annio fu proclamato imperatore e, prendendo il nome del padre adottivo, si chiamò Marco Aurelio Antonino. Marco Aurelio ordinò leve e spedì notevoli rinforzi in Asia. Bitinia, che era governata da Clodio Albino, e la Cappadocia, di cui era governatore Marco Vero, rimasero fedeli all' imperatore che sapevano essere ancora vivo. Lucio Vero avrebbe desiderato che non si proseguissero le operazioni per tornare forse alle sue dissolutezze, però Marco Aurelio fu d'avviso che si dovesse dare una lezione al nemico e, prevalso il suo parere, l'esercito romano si mise dietro le orme dei barbari, i quali, venuti a battaglia coi Romani, furono sconfitti e costretti a ritornare nelle loro sedi. Questi provvedimenti però non valsero a conciliargli le simpatie della plebe e i maligni che durante il suo impero non mancarono e non furono pochi sparsero la voce che Marco Aurelio avesse in animo di sopprimere gli spettacoli e volesse fare dei Romani un popolo di filosofi. Marco Aurelio sentiva che la pace era piuttosto una tregua e badava a render più forte il confine danubiano e le regioni alpine.